Il problema della guerra per i cattolici e le accuse a chi è contro la difesa armata

Una rilettura del rapporto tra i cattolici e il problema della guerra oggi ci suggerisce di mettere sotto critica l’idea che la difesa armata sia l’unica scelta realistica e richiama i limiti della teoria della «guerra giusta», anche alla luce del magistero della Chiesa. L’opposizione tra realismo armato e pacifismo utopistico va contestata, sottolineando invece l’importanza di diplomazia, non violenza, sanzioni, istituzioni e soprattutto diritto internazionale. D'altronde, è la stessa esperienza europea che sta lì a dimostrare che la pace può essere costruita attraverso il diritto e la cooperazione.

La pace come libertà dalla paura, non si può circoscrivere a solo interesse nazionale

Nel 1945, William Beveridge scrisse che il “prezzo della pace” è duplice: politico ed economico. «Dobbiamo assicurarci, quanto meglio si possa, che le divergenze tra le nazioni non condurranno alla guerra». Dovremmo stimolare leader e capi di Stato a ponderare l’inutilità e il danno di concepire la pace come una questione di “interesse nazionale”