In un momento storico in cui le istituzioni del diritto internazionale sono sotto attacco, il riconoscimento alla giudice Navanethem Pillay ha un significato importante
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Corte penale internazionale, perché c’è bisogno di un arbitro
Nel disordine di un mondo sregolato e nichilista c’è una disperata necessità di mediatori, di organismi neutri e terzi, di soggetti autorevoli e non settari.
Chi può giudicare chi: ottant’anni da Norimberga
Se la responsabilità politica e morale non si lascia interamente delegare a un giudice esterno, che cosa accade quando è una società a dover riconoscere, nominare e giudicare le proprie colpe?
1963: il processo di Auschwitz
A partire dal libro di Ronen Steinke su Fritz Bauer: il processo di Francoforte non giudicò i capi del regime ma chi rese funzionante la macchina dello sterminio, e fu la società civile tedesca a dover rendere conto di sé. Una riflessione sul fare i conti con il passato che, osserva l’autore, non riguarda solo la Germania
Quanto deve durare la colpa?
Una delle sfide più difficili, per le comunità come per i singoli, è scegliere cosa ricordare e con quali conseguenze. Nel caso della colpa c’è un’ulteriore complicazione: trovare il modo di non condannare chi l’ha commessa a coincidere per sempre con essa. Per farlo, bisogna interrogarsi su che cosa significhi davvero perdonare, e che cosa sia possibile perdonare.
La vendetta non è giustizia
Fucilazione in streaming: la decisione Usa sembra un balzo indietro persino rispetto a «Dei delitti e delle pene» di Beccaria
Caso Regeni: qual è il senso di una condanna che nessuno sconterà?
La giustizia si esaurisce nella condanna di un colpevole oppure conserva un significato anche quando la pena non viene eseguita? Il caso Regeni pone il problema del rapporto fra verità giudiziaria, responsabilità politica e impunità, oltre i confini della singola vicenda.
Diritti umani digitali contro la cyberscomunica
Nicolas Guillouè un giudice della Corte penale internazionale che, dopo aver chiesto l’arresto di Netanyahu e di un ministro israeliano per crimini ai danni dell’umanità, è stato escluso dai servizi di Google, Meta, Visa, Swift e altre società. In un libro (e in queste pagine) il filosofo Paolo Benanti invita a estendere la tutela della persona anche alla sfera dei dati
Trump secondo Pitagora
La strategia comunicativa del tycoon al vaglio del filosofo di Samo
La giustizia prima della linea di partenza
Una società giusta non promette a tutti lo stesso arrivo. Ma può e deve impedire che l’arrivo sia già scritto nella partenza