C’è uno spread delle vite umane

L’antropologo francese Didier Fassin denuncia l’aumento delle disparità sociali: i poveri muoiono prima, gli immigrati finiscono segregati o peggio in fondo al mare. Un attacco alla dignità che non corrisponde tanto all’affermazione della biopolitica studiata da Michel Foucault ma riflette una crescente indifferenza verso l’esigenza di offrire a tutti analoghe opportunità, che pure è sancita dalle Costituzioni dei Paesi occidentali

Una diversa uguaglianza

Le dirompenti trasformazioni economiche e sociali degli ultimi due decenni ripropongono oggi con forza un antico problema: la distribuzione del reddito è molto più squilibrata, il rischio di povertà ed esclusione sociale è aumentato. La struttura di classe si è riarticolata in cinque segmenti: dagli iperricchi agli esclusi. Le risposte sono almeno di quattro tipi, nessuna convincente. Dunque? Occorre immaginare garanzie sociali a geometria variabile. Ecco come

Konrad Krajewski e l’ecologia umana di Bergoglio

Il 12 maggio 2019, verso le otto di sera, quando su Roma scendevano le prime ombre della sera, un cardinale si calava in un tombino di via Santa Croce in Gerusalemme, rompeva i sigilli posti dall’azienda che fornisce l’energia elettrica e riattaccava la corrente a un palazzo occupato dal 2013 da 150 famiglie, più di 400 persone.