Classici. A 350 anni dalla morte, il grande autore ci ricorda che è stato lui a fare del «ridicolo» il luogo proprio della specie umana. Collocandolo nel quotidiano, e diversamente da Pascal, ha colto un tratto decisivo della modernità
Archivio articoli per il tag: Cultura - pagina 323
L’utilitarismo alle prese coi diritti delle minoranze
A partire dalla metà del XX secolo le battaglie progressiste hanno assunto una connotazione differente: si sono incentrate, infatti, sui diritti delle minoranze discriminate
L’imperativo è: adattarsi!
Neoliberismo e società
La quarta età della memoria
Ogni fase della vita è caratterizzata da una attività e per Bobbio nella vecchiaia è decisivo ricordare. Coltivare lo stupore di fronte alla capacità della mente di rimembrare è il modo migliore per stare al mondo
La scienza nuova non può fare a meno della metafisica
Maurizio Ferraris a confronto con Massimo Cacciari: oltre le astratte contrapposizioni tra i diversi campi del sapere, la nostra epoca esige una pratica filosofica che si traduca in critica concreta della realtà presente
I pidocchi raccontano la storia umana
Da migliaia di anni i parassiti accompagnano gli esseri umani in tutti gli spostamenti. Il loro dna può quindi essere usato per ricostruire le migrazioni e i contatti tra le popolazioni
Benedette invenzioni
Il chiodo, la ruota, la molla, il magnete, la lente. Oggetti di uso quotidiano che ci hanno cambiato la vita punto nel saggio dell'ingegnere Roma Agrawal
Liberiamoci dal dio dell’ego
Da tempo ci siamo rifugiati nel culto di noi stessi e ci siamo trasformati nei nostri peggiori nemici. Ogni passione diventa una galera perché la cerchiamo al di fuori della spiritualità, ma lì sta la vera gioia.
La morte kitch del Dio comunista
Nel suo saggio Gian Piero Piretto racconta i funerali ai tempi dell'unione sovietica tra assurde ritualità, censure e mistificazioni
Il vicino di casa
Edgar Feuchtwanger, ebreo, nato nel 1924, dal 1929 al 1939 è vissuto a Monaco nei pressi dell’abitazione privata del capo nazista. «Lo vidi la prima volta nel 1933. Mi guardò con una certa benevolenza»