In italiano diciamo “prestare attenzione”, come se l’attenzione fosse un bene che diamo in prestito e che ci verrà poi restituito. Naturalmente non è così: l’attenzione (come tempo, salute e opportunità), è un bene che ci attraversa e non torna più.
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La questione palestinese, la memoria, gli altri e noi
Perché decolonizzare non significa giustificare, ma pretendere una lettura dei fatti che tenga conto del contesto storico per determinare il racconto dell’Altro
I corpi, le vittime, la pace
In questi giorni il tragico dell’epoca ha il volto dell’orrore e della vendetta: la violenza terroristica di Hamas e l’implacabile distruzione di vite e di città e villaggi in terra palestinese perpetrata senza sosta dall’esercito israeliano.
Il fermento che anima la Chiesa
Dio e la storia. Il saggio di Brunetto Salvarani si interroga se l’Occidente sia da catalogare ormai irrimediabilmente come post-cristiano
Con Francesco per salvare il pianeta
Jonathan Safran Foer interviene riprendendo la lezione del pontefice. Un invito ad andare oltre la sensibilità ambientalista. Per cambiare davvero
Il mercato non è un essere vivente Ma come l’uomo si evolve e si adatta
La storia umana è fatta in larga parte di mercato e di guerra
Razzi e zanzare, la scienza è rossa
Tu Youyou vinse il Nobel nel 2015, 38 anni dopo avere sconfitto la malaria; Qian Xuesen varò per Mao il programma missilistico... Geni a noi sconosciuti hanno plasmato il progresso tecnologico in Cina, racconta Simone Pieranni, ma il nodo resta il ruolo dell’agenda politica del Partito comunista
La violenza dei pacifici
La repressione interiore di cui diverse persone sono prigioniere
La memoria tende i suoi tranelli E non c’è scampo
Premio Nobel nel 2014, Patrick Modiano ama proporre splendide gabbie di indizi, di ricordi, di luoghi perfettamente credibili (come certi quartieri di Parigi) eppure dotati di imprevedibili risvolti onirici, in cui gli enigmi dell’essere e i segni della scrittura si producono a vicenda. Il romanzo uscito in Francia nel 2022 non fa eccezione
L’amore tossico
In “Perdersi” Annie Ernaux svela la cancellazione di sé nella relazione con un uomo sovietico arrivista e ignorante. Diario spietato di una scrittrice che cede all'immaginario femminile del ‘900