Tanto grande è la guerra, tanto piccole appaiono le nostre singole esistenze
Archivio articoli per il tag: Cultura - pagina 9
Un mondo, quattro potenze
Per lo storico di Cambridge Brendan Simms sono solo Usa, Cina, Russia e Gran Bretagna ad avere oggi proiezione globale. E l’Ue? «Non è uno Stato e non ha forze armate proprie»
Le democrazie svuotate non sono tutte uguali
Il nazional populismo polacco e l’imperialismo di Putin, la svolta ungherese e la tenuta di Kiev: un volume a cura di Daniele Stasi e Cristina Carpinelli analizza le traiettorie dell’Est Europa
Elogio del dubbio per vivere senza dio
Martìn Caparrós scava nell’origine delle religioni e si scaglia contro l’invenzione della fede. Il suo pamphlet, a tratti irriguardoso, invita a cercare nella vita lo spazio senza religioni
Il diritto alla felicità
La scoperta di risposte personali contro la disumanizzazione
Reazioni pericolose contro la paura del futuro
Un’epoca di incertezza e debolezza sociale spinge a rinchiudersi nel ricordo del passato Filosofi, scienziati e intellettuali in campo per sfuggire alla trappola del ripiegamento in sé
Un’antropologia del contatto
Il rapporto con la tecnologia non va pensato come una contrapposizione tra uomo e macchina: smartphone e strumenti digitali sono mediatori che trasformano il nostro corpo, la nostra mente e il modo stesso in cui diventiamo ciò che siamo
L’arte minima concessa a tutti: scrivere a mano è un piacere necessario
Quando prendiamo in mano la penna e verghiamo delle parole stiamo aggiungendo qualcosa al mondo. È un’esperienza sensoriale, che segue un pattern e che aiuta a rimettere ordine nel caos tutto intorno
Eco e la nebbia della memoria
La nebbia come metafora della memoria e della lettura: ciò che conosciamo non illumina mai tutto il percorso, ma ci permette di procedere seguendo le tracce lasciate da chi ci precede.
Il passato balcanico urla anche in forma di romanzo
Miodrag Majic, giudice di Belgrado, per il suo primo libro si è ispirato a un caso reale: la narrativa di genere così diventa una via per riflettere su ferite che ancora sanguinano, come ha dimostrato il funerale del genocida serbo Ratko Mladic