Nei suoi romanzi Ruth Rendell gioca di reticenza e si distacca da Agatha Christie. Ma il cinema la ama sempre. Il suo titolo più noto ne è la prova
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La decadenza sulle sponde del Bosforo
Anni Sessanta, in un palazzo di Istanbul si intrecciano le vicende di una famiglia nel romanzo storico di Melih Cevdet Anday
Dalla parte delle donne indiane
Le attese, le rinunce, il controllo e le limitazioni al centro dei racconti con cui Banu Mushtaq ha vinto l’International Booker Prize 2025
Se la civiltà corre verso la catastrofe
In un’epoca di sgomento e paura la tecnologia sconvolge le nostre forme di vita e il Diritto è in crisi profonda. Si profila una lotta finale che ci avvicina all’apocalisse
Oltre i trattati: dal federalismo la salvezza dell’Europa
Il discorso integrale di Mario Draghi, ad Aquisgrana in occasione del conferimento del Premio internazionale Carlo Magno
Friedrich Hegel. La dialettica
Nel cuore della Germania romantica ha trasformato la filosofia idealista facendo dello Spirito un processo storico, della realtà un divenire, e della dialettica il motore di conoscenza e storia
Dopo la verità, prima della menzogna
Il controllo dell’informazione è lo strumento del potere contemporaneo, che si intreccia con strategie politiche, militari ed economiche.
Scrivere usando l’essenziale
Dalla paratassi come scelta stilistica alla “lingua mediana” come forma di verità narrativa: Donatella Di Pietrantonio racconta la sua scrittura dell’essenziale in una conversazione che riflette sul rapporto tra parole, corpo e realtà.
L’evoluzione umana nell’Antropocene
Anche dopo aver trasformato il pianeta e compromesso gli equilibri climatici, gli esseri umani non si sono sottratti ai processi evolutivi. Oggi si trovano esposti a nuove pressioni selettive, in parte prodotte da loro stessi.
Gli infelici molti sono tutti. «Il mondo salvato dai ragazzini» nella tragedia contemporanea
In occasione della XXXVIII edizione del Salone del Libro di Torino, dedicato a Elsa Morante e a Il mondo salvato dai ragazzini, una riflessione che attraversa Freud, Gaza, l’Ucraina e la retorica geopolitica contemporanea per interrogarsi sulla guerra come malattia della coscienza, sull’irrealtà che anestetizza il presente e sulla possibilità di sottrarsi alla regressione collettiva.