L'ipercomplessità del mondo contemporaneo produce una condizione paradossale: disponiamo di informazioni pressoché illimitate ma ci sentiamo sempre meno in grado di incidere sulla realtà. Una riflessione importante sul rapporto tra conoscenza, responsabilità e azione.
Archivio articoli per il tag: Cultura - pagina 6
Il clima del biocapitalismo
Una riflessione critica sulle trasformazioni economiche e ambientali contemporanee, con attenzione al rapporto tra capitalismo globale, crisi climatica e nuove forme di potere.
Il 1977 non finisce mai
Molto più di una stagione di contestazione: perché le fratture politiche, culturali e geopolitiche emerse nel 1977 rimangono questioni irrisolte della società italiana di oggi
Corte penale internazionale, perché c’è bisogno di un arbitro
Nel disordine di un mondo sregolato e nichilista c’è una disperata necessità di mediatori, di organismi neutri e terzi, di soggetti autorevoli e non settari.
Chi può giudicare chi: ottant’anni da Norimberga
Se la responsabilità politica e morale non si lascia interamente delegare a un giudice esterno, che cosa accade quando è una società a dover riconoscere, nominare e giudicare le proprie colpe?
Restare o no in Israele? Gli amici del villaggio tra memoria e presente
La voce di Gavron critica l’attuale governo con la forza della narrazione
Il papa può curare il malumore americano
Michael Connelly esce con il nuovo thriller che, come sempre, capta l’atmosfera politica d’Oltreoceano. «Trump ha demolito la fiducia nelle istituzioni. Temo possa fare altri danni»
Gli Usa ostaggio di Big Tech
Secondo la storica di Harvard Jill Lepore è in atto nel Paese «una resa alle corporation» che ha dato vita a uno Stato artificiale: un governo delle macchine anziché basato sul consenso. «Le conseguenze si sentiranno anche altrove»
Diciamo: ora e sempre conoscenza
Un neuroscienziato e una filosofa spiegano perché per restare umani e controllare l’IA dobbiamo continuare a imparare
Perché non voglio credere
In «Senzadio» Martín Caparrós ricostruisce il percorso che ha portato l’umanità ad affidarsi alle fedi. Dice l’autore, malato di Sla: «Morire è già fastidioso e in più pensi che finirai difronte a un’autorità che vuole giudicarti. Preferisco che non ci siano divinità» Perché non voglio credere