Credevamo che il mondo fosse piatto: che il potere di fascinazione dell’Occidente potesse imporsi ovunque senza ostacoli. Ci sbagliavamo, e non di poco. L’America non ha perso del tutto la capacità«morbida» di piacere (l’Europa purtroppo sì)ma ora la competizione è tornata a essere«dura»: economia ed eserciti. La geopolitica, in altre parole. Un cambio di passo imposto dall’ascesa al potere in Cina di Xi Jinping. Lo raccontiamo in queste pagine: con le parole di Joseph Nye, che per primo ha elaborato il concetto di«soft power», e con quattro esempi di seduzione culturale che non funziona
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L’humus sociale del populismo
La situazione italiana. Ezio Mauro e Maurizio Molinari analizzano il fenomeno, diventato ormai strutturale
Il cortocircuito tra i sovranisti e il popolo
Leader e masse in isolamento reciproco.
I sogni sovranisti? Chiedete al Dr. Freud
Le neuroscienze vorrebbero mettere in soffitta lo scopritore dell'inconscio. Ma il mondo di oggi, tra muri che si alzano e società che si chiudono, ci mostra che le intuizioni del medico viennese sono più che valide: alla faccia di tutti i lapsus
Il vecchio mondo si è perso nei conflitti
Da qualche anno la bussola del mondo sembra essere impazzita. Vi sono aree in cui si vive con le armi al piede e altre in cui si combatte ormai da qualche decennio
Emanuele Severino: «Un tedesco mi consegnò il mitra e scappò»
Il filosofo: «Io eretico? No, solo coerente». La moglie: «Ho accettato di tenere conferenze in giro per il mondo solo per fare una gita con mia moglie»
Troppe chimere e poche risorse per un 2019 senza crescita
L’anno che verrà.
“Non hai le mutande!”. Il mio rapporto con papà
Non ho mai pensato a mio padre come a un maschio italiano. Ora voglio ridere e voglio piangere
Musulmani in fuga dalla Birmania: una crisi, tre fronti
La persecuzione dei rohingya ha radici antiche che forse spiegano i silenzi di Aung San Suu Kyi. Nuovi volumi indagano
Un eterno ritorno
Max Hastings : «Finora ci si concentrava sul ruolo degli Usa ma quella fu la tragedia di una nazione: 40 vietnamiti morti per ogni americano caduto» «L’America allora commise lo stesso errore che poi ha ripetuto in Iraq e Afghanistan: disprezzare chi pretendeva di aiutare»