A distanza di ormai due settimane dalle elezioni ungheresi è opportuno riflettere sul grande cambiamento avvenuto all’interno del paese e, soprattutto, sui rapporti con l’Unione Europea.
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Il voto in Ungheria e il futuro dell’Europa
L’Ungheria, durante i sedici lunghi anni del governo di Victor Orban è stata il consapevole strumento usato dalle tre grandi potenze mondiali per indebolire la già complessa e fragile costruzione Europea.
Le guerre di Trump: perché la NATO va tutelata e cambiata
La Nato è stata creata per respingere gli eventuali attacchi contro un paese membro e non per aiutarlo a sostenere un conflitto deciso da un singolo paese.
Le riforme che servono al futuro
I timidi segnali di ripresa che si stavano affacciando intorno all’inizio dell’anno, sono invece tramontati con il conflitto del Golfo che sta incidendo sugli equilibri dell’economia mondiale
Prodi: “Questo governo si consumerà da solo. Gazebo sì ma non subito”
È una sconfitta che Meloni si è intestata comparendo in trasmissioni e spot. A ogni uscita ha fatto perdere consenso al Sì
La Cina e le guerre vinte da chi non le fa
Sono così tante le “guerre mondiali a pezzi” che non si riesce neppure ad elencarle
Israele – Iran, soffre l’economia, ma di più la politica
Nel terribile quadro della guerra mondiale “a pezzi”, profetizzato da Papa Francesco, è cominciato in Iran un “pezzo” molto pericoloso e gravido di conseguenze.
Cina ed Europa: accordo o guerra?
Riprendere il negoziato per un progressivo reciproco avvicinamento delle regole della produzione e del commercio fra UE e Cina
Il Board per Gaza, una forza che genera debolezza
Non si sa ancora come il Board of Peace potrà influire sul futuro di Gaza, ma è certo che ha già portato enormi conseguenze alle modalità che regolano i rapporti internazionali, avendo tolto ogni autorità e ogni ruolo alle Nazioni Unite.
Un’Europa diversa
L’Europa si è sempre fondata su un sostanziale accordo tra Francia e Germania. L’Italia, a sua volta, ha costantemente giocato un ruolo determinante nel fare in modo che l’equilibrio fra i due motori dell’Europa potesse essere in linea con le esigenze e gli interessi non solo dell’Italia, ma di tutti i paesi europei.