Tutto è in movimento negli incontri e nei confronti sulla guerra in Ucraina. Il cambiamento più rilevante riguarda la politica americana, che dopo continui mutamenti di fronte sembra aver scelto una nuova strategia per impostare una soluzione del conflitto, mentre Trump apre alla Russia e moltiplica gli attacchi contro l’Europa.
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I bambini furiosi e i censori politici
Le bande di ragazzi che saccheggiano i negozi non esprimono necessariamente un progetto politico. La questione più profonda è ciò che accade quando la politica non sa più interpretare il disagio né dispone di parole capaci di dargli una direzione.
Abbiamo dato troppo potere alle merci. Che adesso si vendicano
Le razzie a Milano riflettono una società dominata dal culto dei consumi, dove il possesso e l’esibizione degli oggetti contano più della dignità del lavoro
Noi cattivi maestri e la violenza diffusa
Confondere le manifestazioni pacifiche degli studenti con gli atti vandalici significa non comprendere le ragioni di una generazione che protesta perché teme di non avere futuro. Recalcati distingue il diritto al dissenso dalla devastazione delle città e chiama in causa anche la responsabilità degli adulti: il linguaggio pubblico può alimentare l’odio oppure contribuire a contenerlo.
La rabbia è sempre una questione politica
Ridurre le proteste di piazza contro il carovita a semplice teppismo serve solo a rassicurare chi non vuole guardare oltre le vetrine sfondate. La verità è che stiamo assistendo a una curiosa negazione della rabbia collettiva, e delle ragioni che – specie nei giovani e nelle fasce marginalizzate – la stanno facendo ribollire. Ma c’è davvero da stupirsi se per molti ragazzi la violenza diventa l’unica forma rimasta per manifestare la propria esistenza?
Il ritorno alla normalità dopo il “carnevale della protesta”?
La violenza dei giovani non si spiega soltanto con la rabbia e la frustrazione: dietro le proteste contro il carovita si intrecciano il bisogno di riconoscimento, il piacere della trasgressione e nuove forme di identità collettiva.
Perché i giovani vanno in piazza? Metà dei patrimoni in mano al 5% più ricco e profitti insensati: le ragioni economiche della protesta
La quota di patrimoni finanziari e immobiliari nelle mani del 5% più ricco delle famiglie italiane è salita, negli ultimi quindici anni, da meno del 40% a più della metà della ricchezza totale
La rivolta degli ultimi o dell’umano nella sua interezza
Se le più alte cariche mondiali hanno fatto saltare regole storiche di convivenza, perché meravigliarsi se esplode la rabbia di una generazione tenuta ai margini?
Quando il potere non ha bisogno di un processo
La storia di uno shutdown: come l'offensiva globale di Trump contro 'Antifa' ha mandato offline Autistici/Inventati
Investire nella scuola per guardare al futuro
Da quando Emmanuel Macron è arrivato all’Eliseo la spesa per studente è diminuita del 20 per cento. Aumentare le risorse per l’istruzione deve diventare una questione centrale