Joe Biden è troppo debole per essere sicuro di vincere nel 2024, la vicepresidente Kamala Harris non pare in grado di rimpiazzarlo. Una seconda presidenza Trump sarebbe una minaccia ancora più grave per la democrazia e le istituzioni americane. Ma il rischio c’è, perché l’ex presidente ha costruito una coalizione ampia e radicale
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Il governo che verrà e i rapporti con l’Europa
L'asse necessario
Il collasso della civiltà. I paradossi delle politiche migratorie occidentali
Tutte le società nascono, si sviluppano e tramontano. Le cause della loro scomparsa sono sempre molteplici. Ma gli storici del futuro, nell’analizzare la fine del nostro tempo, si interrogheranno su alcuni comportamenti irrazionali degli umani di allora: pur sapendo che gli immigrati avrebbero alleviato debito e crisi demografica, ne impedirono l’arrivo
Un’altra Germania
La guerra in Ucraina ha sconvolto non solo la politica estera di Berlino, ma l’intera società tedesca. Il paese comincia a fare i conti con il conflitto e affronta una nuova realtà.
Integrare Liberalismo e democrazia
Assetti politico-sociali. Senza questo binomio non si proteggono le diversità e non si limita il potere delle maggioranze: di qui l’insorgere dei populismi
Il futuro in cento minuti
Quali percorsi e quale carriera professionale possono aspettarsi i medici di domani?
I (troppi) centri decisionali per la politica industriale
La nociva frammentazione delle competenze nel governo fra i diversi dicasteri economici
La caduta di Boris Johnson
Dopo una lunga serie di scandali e bugie, il premier britannico ha finalmente gettato la spugna. Il ruolo fondamentale che ha svolto nella Brexit la dice lunga sullo stato del Regno Unito
Una situazione pericolosa
Una situazione pericolosa È stato il principale responsabile del caos degli ultimi anni, ma la sua uscita di scena non risolverà i problemi del paese. Il giudizio dell’Economist su Boris Johnson
Auto e emissioni nocive: una storia estiva
Il ministro Cingolani, insieme al collega Giorgetti, si è opposto in tutti modi alla soglia del 2035 per la produzione e vendita di auto a energia fossile, una battaglia di retroguardia. Case d’auto e paesi lungimiranti stanno invece velocizzando al massimo la transizione all’elettrico.