Bangladesh d’Italia

Anche in un contesto di crisi demografica come la nostra, sussistono zone a elevata densità di popolazione, che evocano lo Stato asiatico e non coincidono solo con le grandi città. Le province di Monza e Brianza, Milano, Varese, considerate nel loro insieme, superano i 1.500 abitanti a chilometro quadrato; quella di Napoli i 2.500. Ma mentre il territorio lombardo risulta in crescita, quello campano perde residenti

L’Occidente non tramonta La Cina sì

Da 1.426 milioni di abitanti odierni, il Paese di Xi Jinping scenderà a 771 nel 2100, mentre gli Stati Uniti saliranno da 337 a 394. A fare la differenza saranno i flussi migratori, importanti anche perla tenuta demografica dell’Europa. Infatti le democrazie occidentali risultano molto attrattive per chi giunge dagli Stati poveri, mentre la dittatura dominante a Pechino non esercita alcun tipo di richiamo. Quanto all’Italia, vicina a quell’Africa dove la natalità resta elevata, dovrebbe sforzarsi di integrare gli immigrati, invece di demonizzarli

Il collasso della civiltà. I paradossi delle politiche migratorie occidentali

Tutte le società nascono, si sviluppano e tramontano. Le cause della loro scomparsa sono sempre molteplici. Ma gli storici del futuro, nell’analizzare la fine del nostro tempo, si interrogheranno su alcuni comportamenti irrazionali degli umani di allora: pur sapendo che gli immigrati avrebbero alleviato debito e crisi demografica, ne impedirono l’arrivo

Le città in estinzione     

I numeri del primo censimento permanente annuale dell’Istat hanno ridimensionato la popolazione italiana. Il covid ha provocato una strage. La somma di questi due dati induce preoccupazione sulla tenuta demografica delle metropoli, alcune destinate a scomparire in pochi decenni se non si capovolge la direzione. L'area urbana messa peggio è quella del capoluogo etneo. Perciò abbiamo chiamato il comune per chiedere come affronta la situazione

Verso la possibile fine dell’agricoltura e dell’allevamento

Nel 2050 la popolazione mondiale potrebbe raggiungere i 10 miliardi, il che significa che sarà necessario produrre all’incirca il 50% in più di alimenti rispetto ad oggi, con quel che significa in deforestazione, consumo di acqua etc. E ancora nessun paese ha adottato strategie per limitare il consumo di carne.