In Israele la superiorità militare e tecnologica ha reso la guerra accettabile, riducendo la pressione a mettervi fine e contribuendo a renderla una condizione permanente, scrive un commentatore israeliano
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Netanyahu fuori controllo
Nella storia di Israele nessun governo si era spinto così lontano come quello di Benjamin Netanyahu.
Pantano Medio Oriente
Un nuovo Vietnam in versione persiana. Così la guerra contro l’Iran rischia di diventare l’ennesimo conflitto che gli Usa non riescono a vincere
Il dilemma di Netanyahu
Il conflitto contro l’Iran ha finito per oscurare gli altri fronti: Gaza, Libano e Cisgiordania. E il premier torna all’attacco della democrazia, a costo di distruggere tutto come Sansone
Sei palestinesi uccisi in una settimana, così i coloni accendono il fronte interno
Mentre il mondo segue l’Iran, gli israeliani degli insediamenti si scagliano sui villaggi della Cisgiordania
Israele – Iran, soffre l’economia, ma di più la politica
Nel terribile quadro della guerra mondiale “a pezzi”, profetizzato da Papa Francesco, è cominciato in Iran un “pezzo” molto pericoloso e gravido di conseguenze.
L’esproprio della Cisgiordania
Mentre il mondo è distratto dal Board of Peace, Israele compie i passi decisivi verso l’annessione
Mark Mazower La confusione non aiuta a combattere l’antisemitismo
Sostiene lo storico britannico, docente alla Columbia University, che si tende sempre più a valutare la critica a Israele come attacco agli ebrei, mentre dovrebbe restare legittima. Questa interpretazione, aggiunge, non è un modo efficace di superare pregiudizi e discriminazione: «Finisce soltanto per peggiorare la situazione. Di tutti»
Rabin è stato ucciso innumerevoli volte
C’è ancora uno spiraglio per la convivenza tra Israele e Palestina? Paolo Giordano cerca di capirlo partecipando alla cerimonia a Tel Aviv per i 30 anni dall’assassinio di Yitzhak Rabin, il premier degli accordi di Oslo, ammazzato il 4 novembre 1995 insieme alla possibilità della pace. Fu una divaricazione della storia, come accade per ogni omicidio politico. E come accade per ogni omicidio politico, serve interrogarsi sulle responsabilità di chi lo commette, ma anche su quelle del contesto che lo circonda
L’indignazione è già finita, le bombe no: cosa succede se ci dimentichiamo di Gaza
Il mondo crede che tutto vada bene, ma dal 10 ottobre sono stati uccisi 354 palestinesi. Usa e arabi si muovono per interessi