Le prossime apocalissi

Lo scrittore irlandese Mark O’Connell ha compiuto un viaggio «alla fine del mondo e ritorno» per studiare suprematisti bianchi, ecologisti sfiduciati e miliardari arroganti (leggi:Peter Thiel o Elon Musk) che sognano rinascite rurali, costruiscono bunker superaccessoriati o puntano a colonizzare Marte. Non rendendosi conto che è la Terra, cioè noi stessi, che dobbiamo salvare

Anche Carola Rackete è giusta. Il bene al tempo dei populisti

Jan Brokken inaugura a Milano il festival sulle letterature nordiche presentando il nuovo «romanzo di non fiction» su Jan Zwartendijk, il console olandese in Lituania che nel 1940 salvò migliaia di ebrei. A «la Lettura» spiega questa scelta e che cosa vuol dire oggi rischiare la vita. «L'accoglienza coinvolge tutta. Europa». Poi cita la capitana della Sea Watch 3 che sfidò Salvini

Per sempre europei

Quattro scrittori britannici partono da Milano il17 novembre per un tour che toccherà poi Madrid, Berlino e Parigi. Si chiama FriendshipTour, giro dell’amicizia, e nasce dall’idea che la Brexit non può — non potrà mai— alzare un muro tra l’isola e il resto del continente. «Siamo figli di Balzac e Hugo, di Goethe e Cervantes», dice Ken Follett, che sarà a BookCity sullo stesso palco con Lee Child, Jojo Moyes e Kate Mosse. «Noi vi amiamo ancora»

Undici anni per sopravvivere Ma si può fare

Naomi Klein nel 2000 interpretò le aspirazioni del movimento no global. Ora condivide con «la Lettura» i temi del suo impegno, affidati al nuovo libro: una rivoluzione verde, un «Green New Deal» tanto ambizioso quanto ineludibile. «Abbiamo bisogno di leader e l’Europa non ha saputo darceli. Trump e Bolsonaro sono come dei bambini, Macron e Trudeau si dicono ambientalisti ma fanno il contrario. Non bisogna lasciare soli i ragazzi, si deve scioperare ovunque. Utopia? No, va ridefinito quel che è possibile»

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