Le settantuno  notti

Tutti siamo stati chiusi in casa, tutti ci siamo chiesti come sarebbe andata. Abbiamo riconsiderato gli spazi domestici, le geometrie familiari sono mutate, tornando indietro o slittando in avanti. Poi c'è l'amore. E il sesso. Qualcuno, al tempo dell'11 settembre, l'aveva abbracciato per proteggersi dalla morte. In ogni caso, al centro di ogni casa —di ogni coppia—c'è un letto. Come in questo racconto

Un neonato parla e un fantasma insegna il perdono

«Volevo scrivere la storia di una famiglia colpita dalla perdita», dice Jonas Hassen Khemiri: la latitanza di un padre, la morte di una figlia, il tentativo dell’altro figlio di essere padre ma non come il padre. «Alla base di ogni mio romanzo c’è una paura. Quella più grande che avevo nel diventare genitore era di non dominare l’impulso di fuggire». Da qui nascono i sensi di colpa, che lo scrittore svedese risolve in modo sorprendente

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