Tove Ditlevsen era una celebrità in Danimarca quando si tolse la vita nel 1976: aveva avuto un’infanzia atroce, 4 mariti, 2 figli, pubblicato 29 libri e si era drogata perché «ne valeva la pena».
Le celebrazioni per il centenario della nascita di Beppe Fenoglio dovrebbero essere l’occasione per riflettere sulla scarsa diffusione internazionale di uno dei massimi autori italiani
Eroismo, rassegnazione, malinconia. Luoghi comuni su un popolo, figli di una narrazione imposta dal potere. E demistificata dai grandi scrittori del paese
Nibras Breigheche è una «guida religiosa», corrispettivo femminile dell'imam: «Posso insegnare a chiunque, uomini compresi. Tengo anche lezioni di arabo ai ragazzi di seconda generazione: l'ignoranza favorisce l'estremismo»
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