Negli Stati Uniti la corsa all’intelligenza artificiale accelera la costruzione di data center che consumano enormi quantità di energia, con ricadute sulla rete elettrica, l’ambiente e le comunità locali
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Il guasto che ha sfatato i miti del capitalismo
Il blocco del 19 luglio si poteva evitare semplicemente investendo un po’ di più sul software. Eppure l’azienda CrowdStrike ha preferito risparmiare per fare più profitti
Una borsa dei dati per il welfare digitale
A partire dall’ analisi di Lev Manovich è possibile elaborare una roadmap in cinque tappe per interpretare e capitalizzare il patrimonio dell’infosfera oggi in mano a pochi soggetti
Gli algoritmi non predicono l’avvenire
Estrapolare dati dal passato non basta per sapere come sarà il futuro.
Big data, tecnologia non vuol dire democrazia
La tecnologia è un campo di idee, interessi e valori, spesso divergenti e contrapposti, per questo è oggetto di contesa e può essere manipolata a vantaggio di alcuni, contro altri. Essa non dà garanzie d’essere, per sé sola, “democratica”, richiede che sia governata attraverso regole ispirate al rispetto dei diritti individuali e all’utilità sociale delle scoperte.
Il neofeudalesimo dei colossi high-tech
Due libri dell’economista Durand e del sociologo Kotkin puntano il dito sul potere delle “big tech” che rendono i consumatori servi della loro fame di informazioni per le esigenze degli algoritmi
Un argine (anche fiscale) allo strapotere dei giganti web
L’Europa e i cittadini
La dottrina dello shock pandemico
I colossi del digitale stanno usando il virus per intrecciarsi con la politica e imporre un futuro a loro immagine e somiglianza
Spiati dalle app: ecco perché ci chiedono la posizione. E come possiamo difenderci
Non è solo questione di pubblicità, in gioco ci sono la libertà e la democrazia. Noi possiamo essere più attenti, ma servono leggi e regole certe
Seguendo la scia digitale Il populismo nel Big Data
Le rilevazioni di massa consentite da internet possono aiutare le scienze sociali a decifrare i fenomeni «orizzontali» indirizzati contro le élite. La xenofobia cresce tra gli individui segregati in reti dove i segnali di orgoglio e stigma si connotano in senso etnico o religioso