Il virus di Weber. Non mescolate scienza e politica

Il 14 giugno 1920 morì il pensatore che più di tutti ha influenzato le moderne scienze sociali. Un secolo. E che secolo. I mondo non è più quello di allora, eppure gli strumenti messi a punto da Max Weber in opere capitali come «L’etica protestante e lo spirito del capitalismo» ancora funzionano. Lo sostiene lo studioso tedesco Wolfgang Schluchter, che in un libro e in questo dialogo ne rilancia la prospettiva. Sottolineando un aspetto particolarmente attuale al tempo del Covid-19: scienza e politica sono due sfere di valore e contesti autonomi. Il ruolo dello scienziato dovrebbe essere separato dal ruolo del politico o del cittadino

L’Unione crollerà se non sostiene i Paesi più deboli

Cinque esperti di politiche sociali esaminano i rischi dell’emergenza in corso. Ancora più che durante la passata crisi del debito sovrano, è in forse il destino della moneta unica, perché oggi il passaggio a un’economia di guerra è nei fatti, quindi il costo del ritorno alle valute nazionali sarebbe inferiore. Servono iniziative comuni che consentano di tutelare i cittadini che si sentono abbandonati. Porre per gli aiuti condizioni pesanti, basate sulla sfiducia verso i partner più indebitati, significa minare l’intera costruzione comunitaria

La rivoluzione delle campagne

La Commissione europea sostiene che nelle zone rurali, con investimenti adeguati, si può avviare un processo capace di fare di quei territori il motore dello sviluppo. Oggi però si manifesta una tendenza di tipo opposto, che in genere vede le aree meno urbanizzate ostili all'Unione e chiuse alle sfide globali. Insomma, siamo sospesi tra uno scenario tecno-bucolico ottimista e una riedizione delle rivolte in Vandea

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