Così non si sconfigge il caporalato – Simone Cremaschi

Così non si sconfigge il caporalato – Simone Cremaschi

La (temporanea) regolarizzazione dei lavoratori agricoli immigrati a seguito del decreto rilancio avrà effetti limitati nella cosiddetta lotta al caporalato, contrariamente alle dichiarazioni del governo. Il commento di Simone Cremaschi (Network Roberto Franceschi), che nel suo dottorato ha studiato i ghetti dei braccianti africani in Italia

La rivoluzione delle campagne

La Commissione europea sostiene che nelle zone rurali, con investimenti adeguati, si può avviare un processo capace di fare di quei territori il motore dello sviluppo. Oggi però si manifesta una tendenza di tipo opposto, che in genere vede le aree meno urbanizzate ostili all'Unione e chiuse alle sfide globali. Insomma, siamo sospesi tra uno scenario tecno-bucolico ottimista e una riedizione delle rivolte in Vandea

Non c’è solo lo sfruttamento: il lavoro dei migranti nell’agricoltura sociale nel sud Italia

Non c’è solo lo sfruttamento: il lavoro dei migranti nell’agricoltura sociale nel sud Italia

Grazie a una borsa di studio Young Professional Grant assegnata dalla nostra Fondazione, Martina Lo Cascio, Dottoressa di ricerca in Scienze Psicologiche e Sociali all'Università di Palermo, analizzerà alcuni progetti di agricoltura sociale in Sicilia, Calabria e Puglia che mirano all'inclusione di lavoratori migranti. La sua ricerca contribuirà al dibatto sulle modalità della valorizzazione dei migranti in territori fragili e marginali del sud Italia e alla riflessione sul collegamento tra le micro-buone pratiche e il nuovo impianto della politica agricola comunitaria

Cooperative e politiche sulle “terre incolte” nel Mezzogiorno: dall’emancipazione contadina al riutilizzo sociale – Niccolò Mignemi (EHESS Parigi)

Almeno fino alla metà del Novecento, nelle campagne del Sud Italia, terra di profonde contraddizioni, permangono antiche disuguaglianze nella distribuzione della proprietà fondiaria e forme semi-feudali di sfruttamento del lavoro. Contro questa realtà, e nonostante la tradizionale rappresentazione del contadino meridionale come fondamentalmente individualista, a più riprese le pratiche cooperative si trovano ad occupare un ruolo centrale nei tentativi di trasformazione e di riforma di strutture – sociali ed economiche – dominate dal latifondo