Il 23 dicembre 1978, quarantacinque anni fa, Tina Anselmi, prima donna italiana al ministero della Sanità, appose la firma alla legge n. 833, istitutiva del tanto atteso Servizio Sanitario Nazionale. Tocca ricordarne i principi, per capire meglio cosa ci stanno togliendo.
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Fine della sanità pubblica
Il SSN è a rischio implosione
Rischio precoce
I casi di persone sotto i cinquant’anni a cui si diagnostica un tumore sono in aumento. Secondo gli studiosi non c’è un’unica causa che spiega questa tendenza preoccupante
L’ombra dell’autonomia differenziata sul diritto alla salute
Sanità in affanno
Sì vax: il successo è nei numeri
In un mondo interconnesso, a fare la differenza nella lotta al Covid-19 sono stati i vaccini. I dati dicono che in Europa è stato contagiato quasi il 30 per cento della popolazione, mentre la letalità è rimasta tra le più basse. La situazione in Italia.
Perché la Sanità è allo stremo dopo la pandemia
L’Italia spende pro capite per la sanità la metà della Germania, il 15% in meno della media Ue. Ecco il perché di liste d’attesa infinite e pronto soccorso al collasso. Il Ssn è sostanzialmente de-finanziato, i privati e le assicurazioni lo vampirizzano. Il nuovo Laboratorio su salute e sanità.
Soldi alla Sanità: la verità che il governo non dice
I finanziamenti al Servizio sanitario nazionale sembrano in crescita, invece rispetto al Pil stanno tornando sotto il livello pre-pandemia. I costi sostenuti dalle Regioni e mai rimborsati. Cosa rischiano i cittadini
Disservizio sanitario nazionale
Bilanci Che cosa insegna una (necessaria)riflessione sul numero dei morti in Italia nel periodo pandemico (2020-2022)rispetto al quinquennio precedente. Primo: che il Covid in realtà non è del tutto sparito; e, secondo: che si impone un ’ analisi delle ragioni del...
Chi ha ucciso il medico condotto?
Non un secolo fa, ma l’altro ieri, i dubbi del medico erano risolti nell’intimo
Liste d’attesa della sanità: evitare soluzioni paradossali
Le liste d’attesa sono il risultato delle risorse limitate del sistema sanitario. I pochi fondi a disposizione vanno certo utilizzati bene. Ma alcuni interventi delle regioni finiscono per danneggiare le strutture più efficienti e di qualità.