La presenza dell’ordine in Terrasanta
Archivio articoli per il tag: Recensione - pagina 256
Avventure del termine che ha fatto la storia
Il Logos nella filosofia antica
Trattato matematico politico
Democrazia dei numeri. Il saggio di Chiara Valerio sulla relazione tra la più rigorosa delle discipline e la più opinabile. Con qualche sorpresa
I fantasmi esistono ma sono un po’scomodi
Jean-Paul Dubois ha vinto il Goncourt con un romanzo scritto in un mese. Il protagonista è un uomo buono, il portiere (reale, abita a Montréal) di un condominio: «Non è mai stata così profonda la frattura tra chi si preoccupa degli altri e chi no». Poi ci sono gli spettri: «Una questione imbarazzante. Io vivo con loro, li vedo, anche se non fisicamente. È rasserenante e doloroso»
Figli inquieti di un’Olanda tropicale
Tra il1945 e il 1949 i Paesi Bassi combatterono invano per mantenere il controllo coloniale dell’Indonesia. Il romanzo di Alfred Birney si aggira fra i traumi di una generazione di meticci e gli orrori di una guerra tanto sporca quanto rimossa
Le vie della maternità non sono mai finite
La messicana Guadalupe Nettel pone — a sé e a noi — una serie di domande sul desiderio di procreare o no, sull’amore improvviso, sulle geometrie variabili di una condizione universale e irriducibile. Ma risposte non ce ne sono
L’Artusi a cena. Carne in scatola e un cadavere
Marco Malvaldi ripropone la figura del celebre gastronomo e scrittore di cucina ottocentesco. Stavolta affronta un delitto della «camera chiusa» in un castello dove si parla di finanza e di un nuovo modo di conservare gli alimenti
I capelli di Anna sono sempre più rossi
Gallucci editore sta ripubblicando, nella nuova traduzione di Angela Ricci, gli 8 romanzi di Lucy Maud Montgomery dedicati al personaggio di Anna Shirley Cuthbert.
Simone de Beauvoir e Nelson Algren
Carteggi amorosi
Preghiere di anime grigie
Il Vangelo secondo Flannery O’Connor. La scrittrice di Savannah, Georgia,Usa, pubblicò «Il cielo è dei violenti» nel 1960, al massimo della sensibilità letteraria (pochi altri sono riusciti come lei a non avere paura di raccontare cosa siamo) e al minimo della sensibilità fisica (malata di lupus, poi in stampelle, poi costretta alla quasi totale immobilità). Questo romanzo è un purgatorio che ci racchiude tutti, senza il ricatto dell’inferno e la chimera del paradiso, «come dovessi dare le ali agli uomini»