Agricoltori Gli altri poveri dell’America

Si è parlato spesso—in tutti questi anni—degli Stati Uniti profondi, rurali, bianchi, molto armati e molto trumpiani, tatuati e antiabortisti. Ora Sarah Smarsh, figlia e nipote e pronipote di piccoli coltivatori del Kansas, il granaio del Paese, scrive un libro—un po' saggio e un po' memoir—che smonta quella mitologia. Intanto racconta come sia possibile che i contadini del Midwest e del Sud producano il fabbisogno alimentare di una nazione senza di fatto goderne. Poi dice: «Ci siamo raccontati per secoli la favoletta della democrazia pura, senza divisioni in classi. Oggi assistiamo a privilegi e a ingiustizie macroscopiche: ci sono 40 milioni di poveri, altri 140 in difficoltà. E tra questi ci sono più bianchi di qualsiasi altra componente etnica»

I giorni disperati del cuore americano

Regista amato e premiato, eroe indimenticato di «Happy Days», Ron Howard presenta a «la Lettura» il suo nuovo film Netflix, «Hillbilly Elegy», in italiano «Elegia americana» come il memoir di J. D. Vance da cui è tratto. «È la storia di un Paese rurale e sconfitto, sopraffatto dai costi di sanità e istruzione, stremato dagli oppiacei, a terra. Conosco quel mondo, vengo dall’Oklahoma. Ma sono ottimista»

Ho cambiato il finale a Roth

«Il complotto contro l’America» era uscito negli Usa nel 2004 raccontando una storia alternativa in cui l’aviatore Lindbergh nel1940 sale alla presidenza dando sfogo al suo antisemitismo e avvicinando il Paese alla  Germania nazista. «Lo scrittore aveva saputo vedere quello che sta succedendo ora, con Trump alla Casa Bianca», dice a «la Lettura» lo sceneggiatore David Simon che firma una serie (da luglio in Italia) e che osò l’inosabile: dire a Philip Roth che in tv la conclusione del libro non andava...