Nel 1976 Il gene egoista di Richard Dawkins ha cambiato il nostro modo di guardare all’evoluzione delle specie. Nonostante gli enormi progressi fatti dalla genetica nell’ultimo mezzo secolo, la tesi centrale resta ancora valida
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A cena con il dinosauro di Edward Dolnick
Il sostegno reciproco fra scienza e religione sconvolto, nell’epoca vittoriana, da ritrovamenti fossili che precludevano una nuova teoria del mondo, l’evoluzione
Respirare è umano troppo umano
La psicoanalista Jamieson Webster riflette sul nostro gesto più naturale Tra filosofia e storia dell’evoluzione
Nel bosco torniamo a casa
Nella quasi totalità della sua storia evolutiva l’essere umano ha vissuto nella natura Ma poi si è chiuso in scatole di cemento
Anche i virus ci fanno regali
Pensiamo di essere individui, invece siamo moltitudini. Di batteri, funghi e altri microrganismi che ci permettono di vivere. Alcuni di questi, i retrovirus, svolgono una funzione evolutiva formidabile. Per esempio nel caso della placenta
Quando abbiamo scoperto che il mondo non era fatto per noi
La nascita della preistoria ha incrinato certezze religiose, filosofiche e scientifiche: rivelando un passato senza esseri umani e un futuro in cui potremmo scomparire
Frances Arnold, la casualità delle mutazioni
Nell’estate del 1976, una giovane studentessa di ingegneria meccanica e aerospaziale di Princeton è a Madrid in vacanza. Legge per caso «La biblioteca di Babele» di Jorge Luis Borges e ha un’illuminazione…
Com’è imprevedibile la vita sulla terra
A ritroso. Telmo Pievani e Giuseppe Remuzzi spiegano come l’evoluzione sia stata un percorso di possibilità: adattamenti al mutamento degli ambienti di vita e non manifestazioni di un progresso cumulativo
U-mani
Le cinque dita non sono l’invenzione dei mammiferi: l’arto la cui versatilità fa concorrenza a quella del cervello e che rende noi Sapiens che siamo, è più antico. I suoi remotissimi precursori disegnano la parabola della nostra evoluzione. Un filosofo ci accompagna in questo viaggio
L’inizio del linguaggio (anche degli animali)
Alcuni studiosi hanno documentato che primati non-umani, in particolare i bonobo, ma pure gli orangotanghi, sono in grado di combinare suoni dai significati diversi. La ricerca continua