Tra storia e romanzo. Lucia Tancredi racconta le vicende di Ersilia Bronzini e delle altre protagoniste che a Milano cambiarono volto alla società con la mensa dei poveri, la guardia ostetrica, l’Unione femminile, l’asilo Mariuccia...
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Un viaggio nel tempo della nostra psiche
Jean-Bertrand Pontalis l’ha chiamata la «quinta stagione» che incalza quelle del calendario, visita le attività del giorno e vaga per la vita comparendo nei racconti e nei sogni
Il sarcasmo etilico di una santa bevitrice
Scomazzon torna con un romanzo ironico e paradossale sulle dipendenze
Derrida e l’arte che rende lieve la terra a chi non c’è più
Che cosa resta dei nostri amici e familiari quando se ne vanno? Come affrontare il loro improvviso silenzio? Come si supera un lutto che pare la fine del mondo? I pensieri di un grande filosofo
L’energia che ci vuole
Dal Big Bang alla crisi climatica, il fisico Roberto Battiston ripercorre creazioni e distruzioni intorno a homo sapiens
Nell’antro segreto dello scrittore
Racconti falliti. Ossessioni. Bibliofilia Alejandro Zambra svela il lato nascosto del suo mestiere. E le sue mutazioni
Cara ti amo, ma era l’altra. Il desiderio, che confusione
Il protagonista del nuovo romanzo di Domenico Starnone è animato dalla «pretesa feroce e disperata di essere assolutamente buono» ma inciampa in qualcosa che lo fa deragliare
Jon Fosse riaccende la lingua invisibile
Lo scrittore norvegese, nel suo primo romanzo dopo il Nobel del 2023, torna agli scenari familiari inaugurando una nuova trilogia: una cittadina immaginaria, personaggi dalle esistenze tristi, solitarie, poco significative e piene di rimpianti, uno stile che fa parlare i pensieri (anche i nostri). Tutto condensato in un’unica, lunghissima frase, dialoghi esclusi
Olga Tokarczuk libera le donne invisibili
La scrittrice polacca, nel suo primo romanzo dopo il Nobel del 2018, immagina un sanatorio sul margine di una natura vitale e di un’Europa pronta a piombare nella Prima guerra mondiale. Le conversazioni tra gli uomini in cura mostrano una misoginia feroce e i limiti di ideologie finalmente insidiate dal femminile, dall’irrazionale e dal marginale
Arundhati Roy. Sono un’amica della sconfitta
La scrittrice indiana fa i conti con la madre femminista, così dura da dire «cagna» alla figlia che ora confessa: «Non ho mai voluto usare le mie armi contro di lei»; con «l’amore della mia vita», lasciato quando lui ha ereditato casa e beni della famiglia; con il nazionalismo del premier Modi, «spaventoso, politicamente stiamo perdendo»...Il bilancio della vita dell’autrice del «Dio delle piccole cose» è doloroso, ma c’è tanta passione nel fallimento...