Allievo di Edgar Morin, il filosofo Mauro Ceruti ne rilancia la visione in una «lectio» a Firenze: serve un «umanesimo planetario» che sostituisca il gioco a somma zero con soluzioni favorevoli a tutti
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L’aristocrazia del denaro condiziona Usa e Cina
Branko Milanovic, studioso delle diseguaglianze, riflette sui pesi dei nuovi capitalisti nei due Paesi: «Usa e Cina, per motivi legati alle logiche delle loro élite, aspirano a un ruolo egemonico nel mondo. Ci saranno politiche commerciali aggressive. Ma non sappiamo oggi se porterà auna guerra militare»
Una cabina di regia per l’Europa E Londra è dentro
Ivo Daalder, già ambasciatore Usa alla Nato, ipotizza che nella difesa il nostro continente non avrà un solo leader ma un gruppo di Paesi, tra cui la Gran Bretagna, anche se fuori dall’Ue. E aggiunge: «Per gli Stati Uniti, alleati coesi e forti sono preferibili. Non per Trump, che sostenne la Brexit, ma la maggioranza degli americani non la pensa come lui»
Sì, è giusto limitare l’Europa
Per lo storico bengalese Dipesh Chakrabarty, docente a Chicago, esperto di studi postcoloniali, il nostro pensiero politico - filosofico va relativizzato. E il resto del mondo? «Gli Usa si provincializzano da soli. Cina e India potrebbero dominare, ma devono interrogarsi sui valori»
Huawei, il tecno Partito globale
L’azienda simbolo della proiezione internazionale della Cina comunista fu creata nell’87 da un militare. Ambizioni di Pechino, competizione con l’Occidente: una storia esemplare
Lontani, ma così vicini al caos
Premier dell’Islanda dal 2017 al 2024,Katrín Jakobsdóttir ha scritto insieme con un giallista autore di bestseller, Ragnar Jónasson, un noir ambientato nel Paese nordico: una ragazza scomparsa nel nulla, una storia che si sviluppa dal1956, quando le complicità maschili dominavano la società, fino al1986, anno dello storico vertice tra il presidente americano Ronald Reagan e quello sovietico Mikhail Gorbaciov. Un omaggio ad Agatha Christie, una visione del mondo
Reagan accese il buio di Donald
Il saggio di Mario Del Pero rintraccia nell’invito a «sognare in grande» degli anni Ottanta le radici della crisi dei mutui, esplosa nel 2008, che ha portato all’affermazione del tycoon
Il mondo in disordine è una grande Weimar
Per il politologo Robert Kaplan oggi la Terra, «rimpicciolita dalla tecnologia», dove nessuno governa davvero, assomiglia alla Repubblica tedesca il cui caos spianò la strada al nazismo
Ricchezza e welfare logorano le famiglie
Le reti sociali, le disuguaglianze, la tecnologia
La borghesia funziona Il problema è lo Stato
L’ economista Deirdre Mc Closkey ha dedicato una trilogia alla classe media: «Non è solo una macchina da profitto, ha dei valori. Il vero allarme? Monopoli e corruzione pubblica»