Florence Noiville ha scritto una singolare biografia di Milan Kundera: l’«ultimo poeta del romanzo», lo definisce Alessandro Piperno nella prefazione che anticipiamo. Risultato? Un fraintendimento. All’autore ceco naturalizzato francese in verità non importa nulla della propaganda umanitaria e dei partigiani senza macchia, degli indignati cronici e dei grandi moralizzatori, che infestano la narrativa contemporanea (e le tv, e i social). Cervantes, Flaubert e Musil sono accomunati dal desiderio di comprendere e dare forma nel modo più elegante a ciò che è inessenziale e transeunte. La vita
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Una terza età molto letteraria
L’autrice croata Slavenka Drakulić dedica alla vecchiaia 17 racconti che si leggono come il seguito ideale di “La donna invisibile”
Alexandre Dumas Dieci ragazze per un solo scrittore
Cameriere licenziate e ragazze che hanno perso l’onore, clienti, amanti e protettori. Il ritratto(anche per immagini): in un saggio del 1842 della prostituzione a Parigi
Per chi suona la campana di Sant’Anna
Arriva, in ritardo, la traduzione del romanzo di James McBride sul massacro nazifascista Protagonisti quattro soldati afroamericani
C’è testardaggine nella spiritualità ma anche nei conventi entrano i topi
La protagonista del romanzo di Wood è una laica ma va a vivere con le religiose in un tempo scandito dalle devozioni
La storia è cominciata un’altra volta
Gabriele Segre riparte dall’illusione di Fukuyama e dall’elaborazione del lutto per un avvenire che non è stato radioso
Il trumpismo e la solitudine dell’Europa
Scenari geopolitici. Sergio Fabbrini offre una lucida diagnosi delle condizioni del rapporto transatlantico ridisegnato dal nuovo nazionalismo americano
Fuori dal capitalismo, un anno senza sesso
Melissa Febos racconta la sua esperienza: “Ho detto no allo sballo della seduzione”
Se il chaos diventa la forma stessa del mondo
Da Cacciari ed Esposito un volume sull’attrito tra luoghi, spazi e potenze
Quando le donne non potevano pensare
Ai margini. Da figure più note come Elisabetta di Boemia a totali sconosciute come Birgitte Thott, una raccolta di saggi ricostruisce la precaria identità delle filosofe europee nella prima modernità