Le elezioni europee del 2024 confermano una tendenza ormai centenaria alla differenziazione fra voto dei grandi centri urbani e il resto dell'Italia: è la fortuna di alcuni partiti
Archivio articoli per autore, di: Il Mulino - pagina 3
Analizzare le cause del disastro ucraino
A oltre due anni dall’aggressione russa è indispensabile sforzarsi di analizzare le cause del disastro ucraino (e trarne le conseguenze)
L’educazione sessuale? Certo che va fatta
È il caso che agli adolescenti si spieghi come si usa un preservativo e come ci si protegge dalla clamidia; ed è il caso che lo si faccia a scuola. Ma affidare questo compito agli insegnanti non è una buona idea
Fine vita. Ritardi, moniti e attese
Se il Parlamento resta in silenzio e al legislatore referendario non viene data la parola, si cercano altre strade, come la via della legislazione regionale e quella giudiziaria. Ma entrambe sono parziali.
Real is the new sexy
I contenuti pornografici creati con l'IA sono sempre più realistici. Così cresce il timore, in chi per mestiere genera contenuti digitali per adulti, di dover sostenere una concorrenza impari
Comprendere il mondo con la storia al contrario
Insegnare la storia a partire dal presente, ricostruendo a ritroso gli eventi del passato, è un buon approccio per cogliere aspetti della contemporaneità altrimenti ignorati
Una Germania instabile
I grandi scioperi che invadono le strade e l’incrinarsi di certi rapporti economici in politica estera sono sintomo che qualcosa, nella ben oliata macchina tedesca, si è inceppato
Settant’anni di televisione italiana
Dal 3 gennaio 1954, la televisione prova, e spesso riesce, a parlare a tutti. E per questo è stata ed è ancora uno strumento per aiutarci a costruire una relazione con quello che ci è distante
È la guerra ad essere atroce
Ciò che non si considera nell'esaltazione nostalgica dei valori della nazione e della guerra è che non si tratta di scegliere se stare dalla parte di Israele o di Hamas. È la guerra che è atroce, non i combattenti
Se nemmeno Auschwitz
Se eliminiamo l’unicità dell’Olocausto e le conseguenze che da essa derivano, su quale base è possibile costruire una critica del mondo attuale?