La rivelazione di un incontro molto ruvido tra il nunzio e i funzionari della difesa americano infiamma un clima già rovente. Il messaggio degli Usa alla Santa Sede: la potenza militare americana può tutto, la chiesa stia al suo posto. Il ruolo di Vance
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I movimenti politico-religiosi sono i primi nemici della pace
Intervista al filosofo Cedric Cohen Skalli sul conflitto tra Israele e Hamas
Lo studio su COVID e Neanderthal non dimostra un bel niente
Molto rumore per un paper da nulla
L’urgenza di soluzioni per la crisi climatica spaventa il governo Meloni
La politica che non ha risposte
Che cosa succede in caso di un attacco nucleare russo
Mosca dispone di numerose testate tattiche e strategiche che potrebbe usare in Ucraina per cambiare le sorti della guerra. Gli scenari di impiego vanno da quello simbolico nel mar Nero o sull’Isola dei Serpenti, sino a un attacco reale ad una città ucraina o una struttura militare
Voglio di più dalla vita
Fuga dal posto fisso
Si risparmi pure l’acqua in casa ma è l’agricoltura a dover cambiare
Tubi che perdono e poche soluzioni
Non solo gas e petrolio. La corsa globale all’oro blu scatenerà i conflitti del futuro
2,1 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile. Con l’aumentare della popolazione nelle zone povere del mondo e l’inasprirsi degli effetti del cambiamento climatico, in futuro sempre più conflitti saranno causati dalla scarsità di acqua. Il medio oriente e il nord Africa sono le aree più a rischio. Occorre investire nelle politiche e infrastrutture necessarie per raggiungere la “resilienza idrica”
L’eterna sfida fra Nato e Russia per l’influenza sui Balcani
Dopo il fallito golpe in Montenegro e l'adesione alla NATO della Macedonia del Nord, Mosca continua a esercitare la sua influenza sulla regione attraverso Serbia e Bosnia, in uno scenario segnato da pericolosi conflitti latenti.
La Bosnia Erzegovina è ancora sul punto di infiammarsi
Lo scenario bosniaco è ancora minacciato da spinte centrifughe serve e rivendicazioni nazionali croate. L’Unione europea non è riuscita ad avviare un processo di de-escalation, anche a causa dell'ostruzione di Victor Orbán. In attesa delle nuove elezioni nazionali del prossimo ottobre, la situazione a Sarajevo dovrà continuare a essere monitorata.