Il francese Abel Quentin racconta in forma narrativa la storia vera degli scienziati che, insieme a Jay W. Forrester, lavorarono al «Rapporto sui limiti dello sviluppo» del1972, il più terrificante oracolo che il mondo abbia mai ricevuto. È la storia di quando abbiamo avuto la possibilità di salvare il pianeta e abbiamo deciso di non farlo: Quentin la espone con gli strumenti del romanzo corale, scritto in punta di penna, inaspettatamente divertente
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I viaggi della mente se sono collettivi vanno più lontano
Il neuropsicologo Andy Mitchell ha sperimentato dieci diverse sostanze in dieci diversi contesti: «La psichedelia costringe a rivedere i nostri paradigmi. Ma ciò che unisce culture tradizionali e riti dell’underground occidentale è la dimensione di gruppo. Che va riscoperta. A prescindere»
La nostra memoria non è fotografica
Il neuroscienziato Sergio Della Sala dedica un libro alla necessità dell’oblio e sfata qualche mito. Ad esempio: «Dormendo non si impara proprio nulla»
Genitori che disastro
Il romanzo di Michela Marzano sui ragazzi che stanno male perché i genitori non li vedono e non sanno accettare la loro libertà e i loro enigmi
Il cristianesimo ha ucciso i fiumi
L’autore inglese ha esplorato tre bacini in Ecuador, India e Québec chiedendosi se i corsi d’acqua siano vivi. «La religione ha contribuito all’idea che la natura andasse sfruttata»
Nell’isola degli intrecci di sangue
Ancora una volta Salvatore Niffoi ambienta un romanzo in Barbagia, terra sarda di tradizioni ancestrali e ruvido patriarcato. Una ragazza cerca la verità su suo padre e sua madre, intorno a lei molte voci e altrettanti misteri
Se il topo pratica il primo soccorso
Prove tecniche di resurrezione. Ci sono evidenze aneddotiche che in molte specie, come i roditori, vengano messe in atto procedure verso conspecifici che appaiono immobili e non responsivi
Scrivo dell’Algeria perché la Francia tace
Il romanziere Mathieu Belezi, di cui esce il nuovo libro «Racconto l’avventura coloniale dalla parte degli ultimi. Il mio Paese non l’ha affrontata»
Immersioni nel fondo delle cose
La profondità intesa come paradigma della contemporaneità nel saggio di Niccolò Scaffai sull’Antropocene
Smemoria Senza l’oblio il ricordo non vive
Scomparso due anni fa, MarcAugé ha riflettuto da antropologo su come sia decisivo scegliere quali parti conservare dell’esperienza vissuta. Anche la narrativa funziona così