Amara Lakhous, rifugiato in Italia, ora docente a Yale, torna a raccontare il suo Paese in un romanzo.
Archivio articoli per il tag: Recensione - pagina 1
Un po’ fantasy e un po’ Belle Époque
La Parigi del 1900, ma anche la guerra e la bomba, nella narrazione distopica e fluviale di Leonardo Colombati
Niccolò Ammaniti. Ogni famiglia è mostruosa a modo suo
Il nuovo romanzo su un segreto sepolto in una casa. La libertà che un ragazzino scopre in una donna più grande di lui L’autore di “Io e te” torna con “Il custode”. E qui confessa, tra le altre cose, il suo lungo e tenero addio all’adolescenza
La vita che non si piega alla Storia
Elena Varvello si fa ispirare dalla figura del nonno, che reagì a un'infanzia povera di affetti con lo slancio delle passioni e una sorta di anarchia esistenziale estranea alle ideologie. Trovò l'amore con Teresa, finì in campo di concentramento
L’Europa prigioniera dell’Iliade
Lo scrittore polacco Szczepan Twardoch racconta il conflitto attuale sul fronte orientale attraverso i pensieri e le attese di chi combatte
Confessioni di una «ex figlia» che prende la strada di Antigone
Quella di Nodari, filosofa morale, è autofiction e saggio insieme, sulle ragioni di una scelta controcorrente
Che paura la biblioteca di papà
Un gruppo di ragazzi, una figura paterna a dir poco inquietante e un mucchio di libri animano l’horror di Scott Hawkins
Caro satiro, la parola può uccidere
La parabola della decadenza di un artista ferito a morte da un insulto improvviso nel romanzo del cileno Vicente Huidobro
Identità e forza nei versi al femminile
Circoli di poesia. Alba Donati immagina attorno a un tavolo Emily Dickinson, Anna Achmatova, Antonia Pozzi, Wislawa Szymborska, Sylvia Plath: «trattengono lo sguardo dell’infanzia, che è pulito, terso, diretto all’oggetto»
L’incubo di un tempo senza libertà
Herta Müller. La scrittrice Nobel racconta la quotidianità della Romania sotto Ceausescu, dove il Noi aveva soppresso l’Io. Ma anche l’esperienza in Germania, dove si rifugiò nel 1987, e l’ipocrisia verso chi ha dovuto scegliere l’esilio