L’appello della Biblioteca Nazionale di Parigi per acquistare i manoscritti inediti. Le lettere mai viste agli editori e i rifiuti del suo capolavoro. Mentre sul web si moltiplicano i suoi nuovi sostenitori. Ecco perché, nonostante la lettura sia in crisi, lo scrittore francese extralarge torna a essere d’attualità
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Due Atwood: una vive e l’altra scrive
L’autrice canadese pubblica un memoir che è anche una storia di formazione che è anche la cronaca di un amore che è anche una riflessione sulle parole e sulle scarpe strette
Benvenuti nel fantastico regno di Uz
Karen Russell si ispira al classicissimo di L. Frank Baum per raccontarci un mondo in cui scompaiono i ricordi
Chiedi alla biglia: ti dirà la verità
Isolato in Australia, il più celebre oggetto misterioso della narrativa anglosassone di oggi, da anni in odore di Nobel, Gerald Murnane, celebra una mistica delle cose comuni. Lo fa anche in «Distretti di confine» del 2017, ora tradotto
Colpa, orgoglio, paura Emozioni per il clima
Kate Marvel, scienziata americana, spiega perché ha scelto nove sentimenti per raccontare (verbo non casuale) i cambiamenti ambientali. «Una storia può fare meglio di un grafico»
Se l’amicizia supera gli stereotipi
Donne & società. Le autrici di Controparola raccontano legami tra protagoniste che hanno lasciato il segno, dalla storia alla letteratura, dal femminismo alla politica, dall’editoria allo spettacolo, sconfessando il mito di Eva contro Eva
Ciao, maschio Sono libera
Un potente lui cinquantenne, una lei ventiduenne, ma quella di Annalisa De Simone non è la solita storia
Ciao, famiglia Sono libera
Un romanzo di formazione a ritroso, quello di Cristina Comencini, dove una donna si riappropria del passato
La lotta di classe non ha molta classe
Svezia,1852: Jonas Jonasson scrive il primo romanzo storico. Al suo interno corruzione e ingiustizie. Con la solita, benvenuta, salvifica ironia
Il paradosso della guerra e della pace
Il capolavoro di Tolstoj va riletto ogni tanto. E va riletto soprattutto oggi. Perché rileggerlo nell’autunno del 2025 non è la stessa cosa che rileggerlo, per esempio, nella primavera del 2018. Le parole di quel mirabile titolo assumono sempre un significato diverso, in questo momento meno astratto e più incombente. All’avventura bellica narrata dall’autore russo e agli odierni conflitti (sociali, economici, culturali...) combattuti con altre armi