L'economista-ambientalista americano rivendica le sue battaglie: "Era meglio muoversi 20 anni fa quando lanciammo l’allarme sul riscaldamento globale. Ma possiamo ancora recuperare". E aggiunge: "L'Europa meglio di Usa e Cina sugli investimenti per la green economy e il digitale"
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La fede & noi
«Non c’è più il grande ateismo, né la grande profezia. Il colore che domina è il grigio»
I ponti nei Balcani non bastano mai
Il regista Milcho Manchevski, macedone del Nord, s’interroga sul suo Paese e oltre. «L’Europa? Speranza e frustrazione È un modello di come le arti e le differenze dovrebbero essere trattate. E un esempio di come possano essere fraintese»
L’Eliseo incarna i fantasmi francesi
A pochi mesi dalle elezioni presidenziali, torna in libreria un romanzo di Jean-Paul Dubois, in cui la storia è scandita dai nomi degli inquilini del palazzo più importante di Parigi. «Simpatico Hollande. Macron? Neanche Vercingetorige...»
Come proteggersi dalle relazioni negative
La cultura capitalista ha «raffreddato» le emozioni, relegandole al privato (e alle arti). Ma i tempi stanno cambiando. Lo spiega Eva Illouz, sociologa dell'amore: nei rapporti «comanda» la libertà e l'intimità è diventata una forma altamente complessa
America, la guerra civile perenne
"Siamo un Paese violento, pieno di armi la rabbia può sempre tornare a esplodere". Noam Chomsky mette in guardia dai rischi a cui sono esposti gli Usa minati da una ' profonda spaccatura culturale"
Il lungo medioevo delle donne
La storica Chiara Frugoni racconta cinque protagoniste dell’età di mezzo. Qui ne discute con la filosofa Franca D’Agostini. Entrambe si spingono a proporre suggestivi parallelismi. Tra Radegonda e Merkel, o tra la papessa Giovanna e Saman, uccisa dallo zio
Un bacio per salvarci
La riscossa del mondo
L’arma segreta della democrazia
Il nazionalismo gode oggi di fortuna. Ma un sistema basato sulla paura non promuoverà mai la Storia. Il filosofo e sinologo francese riflette sulla forza del logos
L’ Africa chiede: e se Bach fosse nato qui?
L'etnomusicologo Steven Feld e l'ipotesi che il jazz separi i neri americani dalle loro radici