La civiltà della Terra si può fondare sulla capacità di riconoscere e gestire sia l’errore che la complessità, ponendo al centro la vita, con tutte le sue contraddizioni, come motore di rinnovamento e di senso condiviso.
Non riusciamo a controllare gli effetti delle nostre azioni, il rischio autoannientamento si è aggravato. È indispensabile creare una civiltà della Terra. Il nuovo libro di Ceruti e Bellusci
Perché accettare la fine è il primo passo per trovare soluzioni collettive: uno sguardo psicologico e politico su emergenza climatica e nuove generazioni.
Esiste una — ormai ricca — narrativa del collasso: da Ballard a Ghosh, da Vander Meer ad Arpaia molti romanzieri hanno esplorato, dati scientifici alla mano, i rischi dell’Antropocene. L’antropologo Matteo Meschiari ha seguito i loro itinerari, fino a ipotizzare un «grande romanzo diffuso»
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