«La fine delle gemelle Kessler e quella della Vanoni sono state diverse: una “culturale”, l’altra naturale. In Italia serve una legge che permetta di scegliere sugli ultimi giorni».
Se vogliamo avere un rapporto giusto con il lavoro dobbiamo ricordarci che prima sono l’uomo e la donna a nobilitare il lavoro con la loro presenza, con le loro mani e con la loro intelligenza.
Davvero possiamo affermare così facilmente che ogni lavoro è un lavoro degno, che il medico e l’infermiere che salvano vite possano essere messi sullo stesso piano di chi progetta e costruisce missili e mine antiuomo?
Regna la retorica della meritocrazia. Eppure, nella valutazione delle persone, sarebbe ora di introdurre nuovi strumenti, più equi
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