Paul Veyne è uno dei massimi conoscitori del mondo romano. Sulla distruzione da parte dell’Isis del sito siriano ha una teoria che chiama in causa storia e psicologia. E dice: «Non va ricostruita»
La responsabilità, il male, la felicità. E i luoghi comuni da rovesciare. Così la lingua tagliente del filosofo mostra che siamo membra di un unico corpo.
«Tutti vogliono possedere la fine del mondo» ma alcuni vogliono conoscere il fine delle parole. Una riflessione sul linguaggio e sul suo potere, sui nomi e la loro potenza: questo e altro è Zero K di Don DeLillo.
È un esercizio faticoso non risponde al consumo senza filtri dell’immagine ma espone a una esperienza che può diventare un incontro mostrandoci qualcosa di noi
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