I miracolati del Web

Per ogni post l’algoritmo di Facebook analizza tutti i dettagli: chi ha postato, cosa, quando, che tipo di contenuto e quanto engagement.  Il caso della signora di Mondello che si inventò una banalità (“non ce n’è coviddi”) e che l’algoritmo ha trasformato in una diva. Facebook “soddisfa il nostro bisogno di amore”, mentre “Amazon è il nostro intestino”

La sconfitta della sociologia La vittoria dei social

Lo studio basato sulle statistiche funziona quando i mutamenti hanno un ritmo piuttosto lento, ma perde efficacia dinanzi a svolte improvvise e radicali come quella in corso. D’un tratto hanno ripreso vigore gli Stati nazionali, che sembravano ormai impotenti, ed è entrato in crisi l’individualismo esasperato. Si riallacciano i legami trascurati, emerge un forte bisogno di comunicare, di vedersi. Così strumenti come Facebook e Twitter, tanto criticati anche a ragione, mostrano il loro lato buono come canali per rimanere in contatto nei giorni del forzato isolamento

Ma la vita non si misura col “mi piace”

Compie dieci anni il pulsante di Facebook che ci invita a scegliere ciò che preferiamo: e proprio per questo, spesso, somiglia a quello che volevamo vedere già. Per i social, e per noi utenti, una rivoluzione: da Twitter a Instagram. Ma perché il suo inventore si è dissociato? E com’è che abbiamo finito per misurare la nostra vita, dalle amicizie alla politica, a colpi di like? Una risposta c’è. Che piaccia, è proprio il caso di dirlo, o no

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