Affrancarsi dalla norma
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Thomas Hobbes, il contratto sociale
Nel Leviatano l'uomo, spinto dalla paura del caos, accetta di sottomettersi a un potere assoluto dando vita allo Stato come garanzia di sicurezza
Lea Melandri. Il femminismo e tutte le altre mie rivoluzioni
L’infanzia in Romagna, in una famiglia di mezzadri. Gli studi e la fuga dalla Normale e da un matrimonio fallimentare. La Milano del ’68 i movimenti e la relazione d’amore e pensiero con Elvio Fachinelli. Un passato di cui dice: “Dopo ogni bella rivolta rimaniamo un po’ soli”
La guerra in Iran nasce in Palestina
Benjamin Netanyahu ha già ottenuto tutto quello che voleva: ha raso al suolo Gaza, sta procedendo verso l’annessione della Cisgiordania e ha evitato di andare a processo
Buddha, liberarsi dalla sofferenza
Da 2.500 anni, il Risveglio del Buddha ispira l’umanità, non come religione dogmatica ma come metodo per raggiungere la consapevolezza e la liberazione dalla sofferenza
Richard Yates La voce vincente di tutti gli sconfitti
Nacque un secolo fa, il 3 febbraio 1926, e con il primo romanzo, «Revolutionary Road», si rivelò un gigante. Un libro e un evento lo celebrano
Dieci cose che ho imparato da Umberto Eco
Ho imparato che per diventare scrittori è fondamentale rubare da chi è venuto prima di te
Agnieszka Holland « Fratello Kafka salvaci tu»
Ha raccontato i migranti, la pietas per gli animali, la Shoah i crimini di Stalin e la censura dei media. Tra spirito profetico poesia e memoria delle nostre ferite, la grande regista polacca si confessa mentre esce il suo film sull’autore de “Il processo”
Il mio Hamnet è diventato Amleto
La scrittrice Maggie O’Farrel ha co-sceneggiato il film di Chloé Zhao, candidato agli Oscar, tratto dal suo romanzo «La parte più sorprendente della pellicola è il finale: la tragedia di Shakespeare prende vita. È anche uno snodo interiore»
La beffa del tempo, Barnes Vs Proust
Samuel Beckett fu il primo a notare che l’autore della “Recherche” non ce la raccontava giusta. Philip Roth ci andò giù pesante in “Pastorale americana”: parodiando la scena della madeleine. Rivela la natura artificiosa e consolatoria della cosiddetta “memoria involontaria”