Marilyn aveva ogni cosa per essere un’icona: origini oscure, bellezza luminosa, amori turbolenti, vena comica e intelligenza, fine tragica. Di sé disse: credo di essere una fantasticheria. O un fantasma
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Nonostante tutto, attrice. Brava
Il mito di Marilyn Monroe nacque pure con i film: commedie brillanti, drammi, grandi registi (George Cukor, John Huston, Billy Wilder). E alla fine la critica dovette ammettere che sapeva recitare
Il «Corriere della Sera» e Marilyn «Si è uccisa»
Sulla fine nessun dubbio, ma la leggenda è solo all’inizio
Ogni romanzo è politico
Quando era un aspirante scrittore ventottenne, cresciuto nel Sud degli Stati Uniti segnato dalla discriminazione razziale, Richard Ford non si rendeva conto di quanto la narrazione di destini individuali potesse dire tanto di una società, di una visione del mondo. Invece... Da qui parte il suo nuovo saggio di cui anticipiamo il primo capitolo
Friedrich Nietzsche. Dalla perdita dei fondamenti al Superuomo
Filosofo della critica radicale, ha segnato il pensiero moderno soprattutto per ciò che ha decostruito: la sua opera resta un laboratorio per comprendere la crisi dei valori contemporanei
La trascendenza inquieta di Philip Roth
L’istintiva repulsione a confrontarsi con l’inesorabilità del trascorrere del tempo e con la naturale condizione della precarietà costituisce una delle tematiche più sviluppate nella sua produzione narrativa
Perché Carlo Levi non si è fermato soltanto a Eboli
In “L’Orologio” l’autore di “Cristo si è fermato a Eboli” denuncia le promesse non mantenute del dopoguerra. Un testo da rileggere
Nicola Piovani. Solo canzonette ma fanno ridere e fanno piangere
Alla vigilia degli ottant’anni, il maestro dedica il suo nuovo libro ai motivi che tutti amiamo. Confuta la divisione dei generi, rievoca le sue amicizie, da Cerami a Morante, e le collaborazioni prestigiose tra cui quella con Fellini. Poi spiega: “La musica vince se dice la verità”
Quale lingua è appropriata nella lotta?
Zadie Smith: «Non potrei uccidere una persona, non posso retoricamente sostenere la morte di qualcuno, e non la sosterrò»
Emmanuel Carrère: «Resta il mistero del perché mia madre non c’insegnò il russo»
Lo scrittore francese termina il suo viaggio al centro degli affetti familiari E sulla Russia prevale il disincanto: “Sì al boicottaggio degli artisti pro-Putin”