Nelle lettere agli amici, il grande scrittore racconta se stesso e l’Italia del boom Con la maledizione di chi comprese tutto
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Skarsgrd Il vento del Nord
Il cinema, Lars on Trier, i figli che hanno scelto il suo stesso mestiere. Parla il grande attore svedese
Carlo Rovelli. Io, la moltitudine che la scienza non può spiegare
Giovane negli anni Settanta, con i suoi libri è diventato una star mostrando come la fisica contemporanea sia una chiave per capire il mondo. Ma non basta, dice. Perché per cogliere la complessità servono altre prospettive. A partire dall’antico pensiero orientale
Anna Kuliscioff Il primato della libertà
Un secolo fa, il 29 dicembre 1925 ,scomparve una figura chiave del socialismo italiano, da subito intransigente verso i fascisti che non la lasciarono in pace neppure da morta, aggredendo il corteo funebre. Compagna di Andrea Costa e Filippo Turati, diceva: «Non sono la signora di nessuno»
Raphael Lemkin Un ostinato che ideò il termine genocidio
Si deve al giurista ebreo polacco, rimasto a lungo sconosciuto, l’invenzione della parola oggi così discussa nelle questioni geopolitiche umanitarie. A questa figura complessa e decisiva nella fase in cui fu fondato il diritto internazionale, è dedicato un saggio di Girolamo De Michele
Il Gandhi della Palestina «Siamo feriti, resistiamo»
Hebron, Cisgiordania, areaH2, una delle zone ad alta tensione della regione, dove 35mila palestinesi coabitano con circa 650 coloni ebrei. Qui abbiamo incontrato Issa Amro, attivista, tra le cento personalità più influenti del 2025 per «Time»
Susanna Nicchiarelli Voglio piacere a tutti quindi soffro
La regista di «Cosmonauta» e «Miss Marx» ha ritrovato i suoi diari di adolescente e ne ha tratto il suo primo romanzo. «Volevo capire cosa fosse successo davvero in quegli anni. Tornando laggiù trovo la ferita». E ora? «Per diventare me stessa è servito tempo»
La lezione di Hanna Arendt: fuori dalla logica di dominio c’è tutto un mondo
Il 4 dicembre 1975 moriva la filosofa tedesca, ascoltata, letta e tradotta ovunque. Non smise mai di percepirsi come persona segnata dall’esilio e dal trauma della storia
I cattivi presagi di Arendt su sionismo e Palestina
Sulla guerra di aggressione di Putin, Arendt sarebbe convinta sostenitrice dell'Ucraina
Hannah Arendt non conosceva la parola genocidio
Il 4 dicembre di mezzo secolo fa morì a New York la filosofa di origine tedesca che rifletté sulla «banalità del male» nazista e sulle forme del totalitarismo. Rileggerne l’opera porta a (ri)scoperte suggestive a proposito di categorie chiave