Grossman come Tolstoj fra guerra e destino
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La malinconia di Berlino
Una saga di Gabriele Tergit ambientata nella prima metà del ‘900, evoca la città di quegli anni e la tradizione del grande romanzo.
L’illusione di non avere confini
Gogol scriveva in russo. Celan era un poeta ebreo di lingua tedesca. Secondo le mappe però erano ucraini. Oggi Putin ci ricorda che in nome delle frontiere si può ancora fare la guerra
La rivoluzione ai tempi di Pornhub
A partire dal saggio di Natasha Lennard - Fare la rivoluzione ai tempi di Pornhub - una riflessione sulla facile equivalenza tra libertà sessuale personale e progresso sociale.
Da Singer e Sendak uno sguardo sull’umanità pieno di speranza e nostalgia
I bambini sono i primi destinatari dei sette magnifici racconti di "Zlateh e la capra e altre storie", che offrono l’incanto di un mondo lontano, case sommerse dalla neve, vento che fischia nei camini, e la moglie del diavolo che cavalca il suo cerchio con una scopa in mano e una corda nell’altra
John Cheever amò la vita La vita non ricambiava
Famiglia e libidine Storie di un amore per la vita mai ricambiato
Il «seguito» dei Buddenbrook
Gabriele Tergit, costretta a lasciare la Germania nazista, ricostruisce la storia e gli ambienti di quattro generazioni.
I Lupi di Stanislav
Una storia di animali, l'apice dell'incubo di ogni guerra.
Alla fine della storia
Esiste una — ormai ricca — narrativa del collasso: da Ballard a Ghosh, da Vander Meer ad Arpaia molti romanzieri hanno esplorato, dati scientifici alla mano, i rischi dell’Antropocene. L’antropologo Matteo Meschiari ha seguito i loro itinerari, fino a ipotizzare un «grande romanzo diffuso»
Quel delitto è mal riuscito?
«I dubbi del killer», nuovo romanzo di John Banville