Jack Kerouac, l’interprete di una generazione ribelle. 50 anni fa la morte
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La notte nera del fanatismo
A colloquio con i fratelli Dardenne. I due registi belgi raccontano la storia di un ragazzino di 13 anni che si radicalizza per mancanza di riferimenti sociali solidi. Ma vi è un lieto fine
Anche i numeri possono sbagliare Universi.
Matematica «Traduciamo tutto in modo algebrico, ma attenzione: l’amicizia o la reputazione di una persona non possono essere quantificati» avverte BrianW.Kernighan, informatico a Princeton. «Dobbiamo anche distinguere i dati veri da quelli falsi». Così in un volume spiega come difenderci in un mondo di cifre, non sempre necessarie, non sempre sufficienti
Ho perso 12 anni di memoria Ma sono un uomo migliore
Il 31 maggio 2013 Pierdante Piccioni, primario all’ospedale di Lodi,finisce in coma dopo un incidente stradale. Quando si risveglia, sei ore dopo, e gli chiedono che giorno è, risponde: 25 ottobre 2001. In sei ore ha perso dodici anni di vita, un periodo in cui i figli sono cresciuti, ha fatto carriera, è stato anche un «bastardo»... e di cui non ricorda nulla. Da quella vicenda sono nati due libri(un terzo sarà pubblicato in primavera) e una serie tv per Rai uno (in onda a febbraio). Lo abbiamo incontrato
Il colpevole oblio dei nativi indiani
Stati Uniti. Storia di una minoranza che nel XVIII secolo occupava il continente
Le storie appartengono a chi le vive?
Janne Teller
Non date la colpa ai baby boomer
Ci sono «sei miti perniciosi» dietro l’idea di conflitto tra giovani e vecchi, spiega la sociologa Jennie Bristow, e il primo è appunto la convinzione che gli interessi dei giovani siano in conflitto con quelli degli anziani. È un atteggiamento regressivo creare teorie infondate che indeboliscono l’impegno comune a migliorare il mondo
Questa America non è la mia America
Quasi quarant’anni dopo l’uscita negli Usa, arriva una nuova traduzione italiana de «Il colore viola» di Alice Walker, romanzo che segnò per sempre la letteratura non solo afroamericana. Abbiamo intervistato l’autrice
Saul Bellow Il romanziere che viene dal Settecento
In effetti, a guardarli bene, i suoi libri vantano più debiti con la narrativa settecentesca che con quella realista a cui vorrebbero ispirarsi. Lui, proprio come quei geniali pazzoidi precursori, concepisce il romanzo come una performance clownesca. Gli piace fare il saccente, lo spiritoso, il saltimbanco. Apre parentesi e divaga come Henry Fielding e Laurence Sterne; dà conto di improbabili viaggi picareschi come Daniel Defoe; moraleggia e satireggia alla maniera di Jonathan Swift; ha un gusto del malaffare e del libertinaggio che non ha nulla da invidiare ad Antoine François Prévost e a Pierre Ambroise-François Choderlos de Laclos. La verità è che Bellow quando scrive non ha paura di niente
Che cosa divide scienza e coscienza
Davvero tecnologia, medicina, genetica e etica viaggiano su binari diversi? Il loro rapporto va ripensato, alla luce degli errori del passato