Il caso Ratzinger ha dei precedenti: oltre a Celestino V, ci sono stati altri Pontefici che, perlopiù costretti, rinunciarono alla propria carica. Ma soltanto adesso si pone il problema di come regolamentare le dimissioni del Papa nel futuro
Archivio articoli per il tag: Cultura - pagina 436
C’è del marcio a Varsavia
“Il citofono” è il singolare romanzo del polacco Zygmunt Miloszewski ambientato in un casermone del socialismo sovietico Un grande giallo, ma soprattutto una metafora dei tempi
Gli orfani stanchi di Morfeo
Cosa accadrebbe se perdessimo tutti il sonno? Karen Russell, nel suo romanzo, ci immerge in un’altra pandemia. E nell’assurda soluzione per uscirne
Italo dimezzato tra amour fou e cosmicomiche
“Finalmente una donna con cui sono felice” scrive Calvino a Chichita nel 1962. Ma la loro corrispondenza va oltre l’amore e si nutre di cinema, di letteratura e di piccoli fatti quotidiani. Come la fuga di un pappagallo...
Il colore di Aida
Arriva un Verdi kolossal con tutti i volti dipinti «La diversità è bellezza, la diversità è ricchezza»
La poliziotta piange con i criminali
Se c’è una nuova frontiera nipponica del giallo, Tetsuya Honda l’attraversa benissimo. Arriva, preceduto da un successo clamoroso in patria, «Omicidio a Mizumoto Park». Un thriller con tante anime: nere, ovvio, e horror, ma anche sociali
Katherine Mansfield Ali di farfalla in fiamme
Il 9 gennaio 1923 moriva in Francia la grande scrittrice neozelandese, straordinaria autrice di racconti. A celebrare il centenario la riedizione di un suo capolavoro e un libro che indaga l’amicizia e la rivalità con Virginia Woolf
Quanti misteri Piccolo Principe
Il grande giallista Michel Bussi rilegge il capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry inseguendo le analogie tra il racconto fantastico e la vita del suo autore Perché “l’essenziale è invisibile agli occhi”
La forza generativa della fiducia
La diffidenza crea opportunismo, la fiducia, invece, concorre ad alimentare l'affidabilità. Questa è un dato tanto fondamentale quanto trascurato
Una visione postliberale dopo il Covid e l’Ucraina
La pandemia e la guerra di Putin mostrano ancora una volta che l’ordine liberale creato dopo il 1989 si sta sgretolando. La crisi del modello e l’avanzata dei nazionalismi in Europa e in tutto il mondo impongono il ritorno a un programma politico incentrato sul bene comune. Solo così sarà possibile ricostruire una democrazia solida e decentralizzata