In una società attraversata da trasformazioni economiche, tecnologiche e geopolitiche sempre più rapide, la qualità delle decisioni collettive dipende in maniera cruciale dalla qualità delle conoscenze sulle quali esse si fondano. Non soltanto le decisioni dei governi, ma anche quelle delle imprese, delle famiglie e dei cittadini.
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L’educazione è un affare collettivo
Le comunità educanti rappresentano esperienze concrete e innovative: alleanze tra scuola, famiglie e territorio che contrastano esclusione e marginalità, promuovendo partecipazione, servizi e spazi pubblici. Pur fragili e precarie, possono incidere sulle condizioni di vita dei giovani e offrire alternative ai modelli educativi securitari e meritocratici, sempre più dominanti. Per questo è necessario renderle strutturali e non limitarle a «buone pratiche» temporanee e limitate a contesti particolari.
Gli interessi non bastano più: sono tornate le (cattive) passioni
Ci siamo illusi che la convenienza economica avrebbe assicurato la pace. Ma gli ultimi conflitti ci hanno insegnato che abbiamo sovrastimato il ruolo dell'interesse, se non è quello di tutti
Dalla parte dei paesi
Oltre la polemica tra Raimo e Arminio
Senza creare le condizioni, serve a poco parlare di «restanza»: restare sì, ma dove?
Se la restanza è stata finora una postura antropologica nel mondo, il diritto a restare trasforma quel discorso collettivo in un dispositivo politico e sociale capace di incidere sulla realtà e di dare struttura a quel lavoro di cura del territorio che, per troppo tempo, è stato considerato in termini puramente volontaristici e residuali
Cancel, woke and cultural wars: hic Rhodus, hic salta
I fenomeni migratori stanno transitando verso una dimensione osmotica tra metropoli e provincia. Non si tratta più di ospitare, accogliere e assimilare, ma di ripensare la società fondata su questa diversità strutturale irriducibile alla vecchia unità culturale della modernità, costringendoci a pensarne un’altra
Sotto le foglie: l’enigma dell’ambivalenza
Quando, in una fiaba, incontriamo una donna anziana dentro un bosco si danno due possibilità, che di solito fissano un’antitesi: o si tratta di una nonnina indifesa esposta al rischio di essere mangiata da un lupo cattivo; oppure sarà una strega, intenta a preparare pozioni magiche e velenose.
Nella borgata fantasma
In «Una vita violenta», romanzo del1959, Pier Paolo Pasolini scriveva di una località immaginaria, la «Piccola Shangai»: la sua posizione sulla mappa di Roma sembrava un mistero, «la Lettura» l’ha scovata sulla riva dell’Aniene
Vedere oltre la zona di interesse
Escono a cura del figlio i diari inediti di un internato a Auschwitz, dove si svela ancora la pianificazione dell’orrore
L’ultima storia di Guccini
Tre settimane dopo la morte del cantautore (e scrittore), esce un piccolo libro che condensa la sua vocazione di narratore attento ai destini minimi, alla lingua del popolo, ai luoghi che si fanno leggenda e ai mondi che non ci sono più ma non scompaiono mai