Razionalità economica ed efficienza sembravano averli relegati nel folklore di gesti e formule arcaiche. La ricerca dell'antropologo Harvey Whitehouse è destinata a cambiare tutto. Da qui si può ripartire per costruire una società giusta oltre gli egoismi nazionalistici
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Hamnet, trauma e riparazione
Tutto il cinema di Zhao rielabora delle esperienze di perdita
Mio padre Eco, genio comico e avventuroso
I viaggi e le barzellette. La biblioteca immensa e i pupazzi di Linus. Il figlio Stefano, che ne cura con discrezione l’eredità rompe il silenzio a dieci anni dalla morte dello scrittore. E lo racconta da molto vicino. Tra ironia e lavoro intellettuale
Quei 70 mila soldati finlandesi che salvarono l’Europa
Norek prende la storia e ne fa un thriller. Lo scrittore torna all'inverno del1939: "Nessuno sa come sarebbe oggi il mondo senza quel sacrificio"
Il poverello di Assisi suona il rock
La sacerdotessa della musica americana e il santo dell’umiltà Un incrocio impossibile, ma fino a un certo punto A ottocento anni dalla morte del mistico, Patti Smith gli dedica un’invocazione per cercare la salvezza dallo smarrimento
Valori sentimentali
Il ritorno inatteso di un padre dalle figlie riapre ferite e riaccende rabbie sopite. Ma anche preziosi ricordi
Com’è il femminismo dopo aver subito uno stupro
Veronica Raimo affronta la violenza e il classismo senza eufemismi né metafore
Scrittori nella bufera d’Europa
Stefan Zweig e Joseph Roth furono amici di penna per anni. Le loro lettere rivelano le loro personalità. E sono alta letteratura
Roth & Zweig si spedivano l’Europa
Alcolizzato il primo, più maturo di 13 anni e realizzato l'altro, i due scrittori si scambiarono lettere dal 1927 al 1938. Joseph, che chiede soldi e implora aiuto, intuisce prestissimo che il nazismo non sarà un incidente ma un atroce destino, e spera in un ritorno degli Asburgo; il pacifista Stefan prima resiste all'idea di rompere con la Germania, poi viene sopraffatto dalla disperazione. Un commovente carteggio che si fa romanzo epistolare su una stagione tragica
Laurence Margaret non era un’ancella
Nata nel 1926 nel Canada profondo delle praterie nonostante l’autoritarismo maschile, non crebbe pensando che la casa fosse l’unico posto per una donna Per questo una sua appassionata conterranea la ricorda