Gli adolescenti come imputati

Il decreto-legge del 22 ottobre presume la capacità di intendere e volere dei minori dai 14 anni, giustificandolo con una presunta adultizzazione degli adolescenti. Ma i dati su sviluppo cerebrale, maturazione psicosociale e reati minorili dicono il contrario: l’adolescenza si allunga, i reati non aumentano, e il decreto infantilizza i ragazzi invece di riconoscerne la responsabilità.