Dal cinema all’industria, dall’abbigliamento alla ristorazione, l’America ha trasformato abitudini, gusti e immaginario collettivo degli italiani, e non solo. In meglio o in peggio?
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Il confronto necessario per chi è al potere
Dove chi governa sfugge il confronto e si presenta come necessità indiscutibile, anche se legittimato dal consenso popolare, la dominazione ricompare
La lezione di Hanna Arendt: fuori dalla logica di dominio c’è tutto un mondo
Il 4 dicembre 1975 moriva la filosofa tedesca, ascoltata, letta e tradotta ovunque. Non smise mai di percepirsi come persona segnata dall’esilio e dal trauma della storia
Thomas Meyer «Il filosemitismo del governo Usa è pericoloso quanto l’antisemitismo»
Autore di un'aggiornata biografia su Arendt, immagina cosa penserebbe la filosofa del contesto attuale
I cattivi presagi di Arendt su sionismo e Palestina
Sulla guerra di aggressione di Putin, Arendt sarebbe convinta sostenitrice dell'Ucraina
Hannah Arendt non conosceva la parola genocidio
Il 4 dicembre di mezzo secolo fa morì a New York la filosofa di origine tedesca che rifletté sulla «banalità del male» nazista e sulle forme del totalitarismo. Rileggerne l’opera porta a (ri)scoperte suggestive a proposito di categorie chiave
La libertà del Mediterraneo
Gli scrittori difendono la parola minacciata Nasce il Pen Roma e sarà annunciato a Più libri più liberi. Qui lo presentano Sandro Veronesi(presidente), Paolo Giordano (tesoriere) e Roberto Saviano: «In Italia tutelare il diritto all’espressione è complicato», ma si guarda anche a Nord Africa e Medio Oriente
Un’intelligenza assai poco naturale
L’essere umano non è un soggetto autosufficiente ma ibrido: da sempre delega a utensili, linguaggio e tecnologie funzioni della propria attività cognitiva.
Osimo, 50 anni fa, la fine di un’era
Il 10 novembre 1975, nella località marchigiana, fu firmato il Trattato con la Jugoslavia che rese definitivo il confine orientale emerso dalla Seconda guerra mondiale. Un libro ricostruisce come si arrivò a considerarlo non più modificabile
Per riconciliarsi serve la verità
Trent’anni fa in Sudafrica, dopo la fine dell’apartheid, fu creata l’apposita Commissione presieduta da Desmond Tutu. Non tutti gli obiettivi furono raggiunti ma resta un modello positivo, che unì la necessità disvelare i crimini con l’esigenza di riabilitazione e amnistia