Tra guerre, veti e riarmo globale, l'assemblea delle Nazioni Unite resta uno spazio indispensabile di confronto da cui può sempre nascere una prospettiva condivisa
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Chi decide che cosa possiamo decidere?
I meccanismi che trasformano le scelte dei singoli in decisioni collettive. La differenza tra il potere visibile di votare e quello invisibile di stabilire tra cosa si può scegliere
Dress code 29. Donna con la gonna
Le parole di Tajani sulle donne “da sposare” e la polemica sulla gonna riportano alla luce un vecchio meccanismo: trasformare l’aspetto delle donne in una misura della loro rispettabilità. Come gli stereotipi producono consenso proprio attraverso la loro apparente semplicità.
La democrazia ce la farà
Daron Acemoglu non nega che i nostri valori se la stiano passando molto male, ma conserva un lucido ottimismo: lo spazio per rilanciare i principi fondanti del liberalismo (che non è il liberismo) c’è ancora. Addirittura l’economista premio Nobel nel 2024 immagina che possa restituire voce alla classe lavoratrice tagliata fuori dalle élite emergenti. «Dall’avanzata delle forze ostili non ci si salva puntando sulla tecnocrazia, ma su libertà, comunità e prosperità condivisa»
La disuguaglianza è una nostra scelta
La disuguaglianza è la conseguenza diretta di scelte politiche in materia di tassazione, mercato del lavoro, investimenti pubblici e regole che governano le nostre economie. Serve una risposta politica globale
L’aristocrazia del denaro condiziona Usa e Cina
Branko Milanovic, studioso delle diseguaglianze, riflette sui pesi dei nuovi capitalisti nei due Paesi: «Usa e Cina, per motivi legati alle logiche delle loro élite, aspirano a un ruolo egemonico nel mondo. Ci saranno politiche commerciali aggressive. Ma non sappiamo oggi se porterà auna guerra militare»
Il problema della guerra per i cattolici e le accuse a chi è contro la difesa armata
Una rilettura del rapporto tra i cattolici e il problema della guerra oggi ci suggerisce di mettere sotto critica l’idea che la difesa armata sia l’unica scelta realistica e richiama i limiti della teoria della «guerra giusta», anche alla luce del magistero della Chiesa. L’opposizione tra realismo armato e pacifismo utopistico va contestata, sottolineando invece l’importanza di diplomazia, non violenza, sanzioni, istituzioni e soprattutto diritto internazionale. D'altronde, è la stessa esperienza europea che sta lì a dimostrare che la pace può essere costruita attraverso il diritto e la cooperazione.
Umberto Eco e l’insalata
A partire da un articolo quasi dimenticato di Eco sulla struttura dell’insalata, una riflessione sul significato come prodotto delle relazioni fra le cose, arrivando dalla cucina a una più generale idea di conflitto e negoziazione.
Un secolo di bambini sbagliati: breve storia del razzismo nella scuola italiana
Nel 1938 si espelle per legge. Negli anni Sessanta si separa per diagnosi. Nel 2010 si contingenta per circolare. Nel 2026 si torna alla legge. Ogni volta il bambino da proteggere è un altro: quello «ariano», quello «normale», quello «italiano» messo in un angolo. E ogni volta la scuola reale trova da sola soluzioni di buon senso che la politica smonta, perché alla propaganda il problema serve intatto
Scuola, prima viene il bambino
Alessandra Ginzburg sosteneva con lungimiranza che la disomogeneità nei luoghi educativi è la migliore condizione per costruire fiducia e apertura verso ogni differenza. E crea i presupposti per una crescita intellettuale e umana di tutte e tutti