Nel 1945, William Beveridge scrisse che il “prezzo della pace” è duplice: politico ed economico. «Dobbiamo assicurarci, quanto meglio si possa, che le divergenze tra le nazioni non condurranno alla guerra». Dovremmo stimolare leader e capi di Stato a ponderare l’inutilità e il danno di concepire la pace come una questione di “interesse nazionale”
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Liberali e Pse per arginare i sovranisti in Ue. Lo schema di Urbinati
Il sistema proporzionale per le Europee rappresenta un argine contro la polarizzazione e non è detto che il Pse sia escluso dal prossimo esecutivo europeo. L’auspicio è che i liberali si alleino con il blocco socialista e che i sovranisti vengano isolati. In Italia? Non c’è alternativa al campo largo. Colloquio con Nadia Urbinati, politologa e docente alla Columbia University
La luce di Hannah Arendt nell’orrore del nazionalismo
Hamas e Netanyahu coltivano piani speculari): liberare il territorio dagli “altri”
Indebolire il sindacato è l’obiettivo della destra
I diritti sono proclamati, ma nessuno ce li regala. Sono promesse armate con la forza delle costituzioni e delle buone leggi; vivono nel rischio permanente di essere traditi.
L’uguaglianza è la stella polare, Norberto Bobbio lo aveva capito
Oggi, nei contesti nei quali si è realizzata una stabilizzazione del governo democratico, la distanza tra «destra» e «sinistra» si materializza come quella tra una concezione puramente liberale della libertà e una concezione liberal-socialista. L’augurio di Bobbio era che la sinistra riprendesse la fiducia in sé stessa e l’orgoglio del proprio passato di impegno per l’emancipazione
Il pericolo del nuovo nazionalismo modello Meloni
Dopo la fine del populismo
A cosa serve il Pd?
Il Partito democratico assomiglia a quelle famiglie aziendali nelle quali si aspetta la morte del patriarca per succedergli. Il defunto è ancora caldo e già figlie e figli scendono in pista per prenderne il posto.
La destra e quelle parole identitarie così pericolose
Le destre all’attacco dei diritti
La favola bella della meritocrazia che giustifica le disuguaglianze
È l’uguaglianza di trattamento e di opportunità il principio che deve governare la giustizia non il merito, il quale semmai è una conseguenza di un ordine sociale giusto e di un impegno individuale calibrato e contestualmente competente.
Ci sono ragioni etiche e politiche per bocciare i referendum sulla giustizia
La decisione di accorpare nella stessa giornata il voto referendario con il voto amministrativo in molti Comuni è stata una scelta sbagliata perché distoglie l’interesse dei cittadini e dell’opinione dal tema delicatissimo che propongono, lasciandoli alla propaganda populista.