I rave, la musica techno, la cultura alternativa E la storia che non è mai finita. Nel saggio di Valerio Mattioli la rilettura di un decennio
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Raphael Lemkin Un ostinato che ideò il termine genocidio
Si deve al giurista ebreo polacco, rimasto a lungo sconosciuto, l’invenzione della parola oggi così discussa nelle questioni geopolitiche umanitarie. A questa figura complessa e decisiva nella fase in cui fu fondato il diritto internazionale, è dedicato un saggio di Girolamo De Michele
Quanti segreti hanno i quanti
Sean Carroll ha scritto un libro per lettori seri, che mantiene senza promettere, per esplorare le frontiere della ricerca scientifica. Il risultato: un volume che si colloca ben oltre la divulgazione da aeroporto e prima del manuale universitario
Dalla complessità alla semplicità dei modelli mentali
Una raccolta degli articoli di Paolo Legrenzi dentro i misteri del nostro cervello
Che persona rigida, ma ha dei Sentimenti
Grandi filosofi. Kant non ha certo un approccio compassionevole, ma in molti suoi scritti si riscontra la consapevolezza che i rapporti sociali generino ingiustizie, abusi e sofferenze. Il saggio di Nuria Sánchez Madrid
La madre è «il primo altro» Con il suo viaggio inizia la letteratura del rifugiato
Il saggio-meditazione di Nguyen, nato in Vietnam e oggi premio Pulitzer
Il masochismo che ci abbraccia
Lo psichiatra e psicoanalista Vittorio Lingiardi con «Farsimale» infrange qualche tabù: «Il dolore autoinflitto non è sempre una sciagura, a volte si rivela una strada per crescere»
Nel laboratorio del dottor Frankenstein
Il nuovo interesse per la scienza e gli studi dell’epoca ispirarono Mary Shelley Come racconta il saggio di Kathryn Harkup
Frammenti di un discorso amoroso
I sentimenti al tempo delle app di dating e le relazioni come esercizio di democrazia nel saggio filosofico di Pietro Del Soldà
Rabbia e tecnologia oggi fanno la storia
Nel «Mago del Cremlino», diventato un film, e nel nuovo saggio Giuliano da Empoli illustra la sua disillusa visione del mondo: il cinismo feroce dei Putin, dei Trump, dei Bolsonaro e dei Milei detta la linea, mentre l’«Occidente benpensante» assiste impotente