La riflessione foucaultiana sulle rivolte aiuta a comprendere come il dissenso possa precedere la costruzione di un progetto politico definito: il rifiuto dell’ordine esistente è già un gesto capace di aprire possibilità nuove.
Dieci rivolte in dieci anni, quasi tutte abbastanza fragorosamente naufragate nonostante mobilitazioni ed entusiasmi. Che cosa è successo in Brasile, a Hong Kong, in Egitto, nello Yemen, persino a Kiev...? Lo spiega (in un libro e in queste pagine) Vincent Bevins, cronista giramondo
Un volume di Alberto Nettuno indaga le radici sociologiche, etiche e giuridiche degli scioperi della fame tra XX e XXI secolo: in particolare i casi di Guantánamo, dell’Irlanda del Nord e della Turchia. Poi ferma l’analisi su due episodi italiani: la rivolta nel carcere di San Vittore a Milano nel 1981 e quella dei brigatisti a Nuoro tra 1983 e 1984
Chi manifesta non chiede una correzione di rotta del “sistema”, ritenuta impossibile, ma la sua fine. Il che muta anche natura e intensità della repressione
Globalizzazione Le contestazioni attraversano un gran numero di Paesi sia ricchi che poveri e di ogni cifra politica. Tensioni in Egitto, Iraq come in Cile, Ecuador, Spagna. E a Hong Kong. La democrazia resta ancora iI sistema migliore per guardare al futuro?
Da Hong Kong a Santiago del Cile, da Algeri a Beirut, da Londra a Barcellona, le rivolte si moltiplicano ovunque nel mondo
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