Se la pazzia è la via maestra per il consenso

Siamo davanti alla legittimazione della pazzia come criterio e lingua del nostro tempo, ed è il punto d’arrivo, estremo e inevitabile, di quell’odio per il logos in nome del quale abbiamo devastato, pezzo per pezzo, la nostra capacità di concentrarci, seguire una storia compiuta, afferrare sottotesti, padroneggiare non dico una discussione ma neanche un minimo dialogo