Certamente Platone non esaurisce il tema della giustizia ma ha, non di meno, il grande merito di aver per primo messo a fuoco il problema e formulato secondo Sebastiano Maffettore e Salvatore Veca «le domande fondamentali e ricorrenti per la ricerca sull’idea di giustizia»
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Le radici dell’anti antifascismo
Il saggio di Michela Ponzani racconta la giustizia ingiusta del dopoguerra, che processava uomini e donne della Resistenza. Una forma mentis che arriva fino a oggi
Perché la giustizia? Le tappe di un percorso
Un percorso, in più puntate, di esplorazione dei termini, dei concetti e dei paradigmi implicati nella discussione che negli ultimi secoli si è articolata intorno al tema della giustizia
La giustizia violata
Il presupposto della giustizia è la capacità di prestare attenzione e rispettare le persone; tutto quello che ci circonda va nella direzione opposta: la pena di morte, o il «populismo penale»
Cospito, il 41 bis, i boss mafiosi e il pericolo dell’incompetenza
Il 41 bis è un provvedimento eccezionale, che deve essere maneggiato con grande cura e con grandissima consapevolezza, perché la mafia, come sempre, approfitta di ogni errore dello Stato
La pena l’inferno e la misericordia
C’è da augurarsi che, comunque si concluda, il caso Cospito serva ad aprire, come la sua gravità imporrebbe, una seria discussione sullo stato del nostro diritto penale.
Intercettazioni, mai più bavagli all’informazione
Fare chiarezza su una legge indispensabile in una democrazia
Stasera a cena vi porto un vino fresco di galera
Progetti di giustizia riparativa e di reinserimento sociale dei detenuti
Per i giudici collusi non ci fu epurazione, dopo il fascismo furono addirittura promossi
Un'analisi storico-giuridica della mancata "Liberazione" della magistratura dai suoi membri più compromessi. Come il presidente del Tribunale della Razza Azzariti, che fu messo alla guida della Corte Costituzionale
Se il governo cede al populismo penale
Il decreto del governo guidato da Giorgia Meloni che introduce il nuovo reato di “invasione di edifici finalizzata ai raduni” (sinteticamente ribattezzato “reato di rave”) prevedendo pene che possono arrivare a sei anni, ha scatenato un inevitabile dibattito che merita alcune osservazioni.