Le crisi economiche fanno bene alla salute Ma non ai poveri

Comportamenti L’economista Christopher Ruhmha studiato le conseguenze delle recessioni sui cittadini: nei periodi di difficoltà molti stanno meglio, ma per una minoranza di persone le malattie aumentano. Diminuiscono gli incidenti sul lavoro e quelli stradali; si guida meno e dunque migliora la qualità dell’aria;si riducono le malattie respiratorie e cardiache; si risparmia su fumo e alcol, si cucina a casa. Però... Ai più poveri succede il contrario: si beve e si fuma di più e la perdita dello stipendio rende difficile l’accesso ai farmaci

Siamo tutti depressi La diagnosi più facile

A volte nel giudizio degli specialisti prevale una certa pigrizia che in fondo agevola anche la prescrizione della terapia. Ma lo stato depressivo assomiglia alla febbre: di solito non è altro che il segnale di un malessere assai più profondo. Lo sforzo per identificare le cause sottostanti risulta indispensabile se si vogliono aiutare seriamente le persone affette da un pesante disagio psichico

Petrarca postmoderno

Il grande poeta trecentesco è stato a suo modo un anticipatore della visione secondo cui non si può giungere a una conoscenza oggettiva della realtà. Si legga il resoconto dell’ascesa al Monte Ventoso: tutto diventa sfuggente, si scompone in un gioco di citazioni. Sullo sfondo c’è la forte rivalità con l’autore della «Divina Commedia»

Una, nessuna, cento Albertine

Il nome dell’eroina del capolavoro di Marcel Proust è menzionato 2.363 volte; lei stessa è menzionata o è presente in 807 pagine; nel 19 per cento di queste pagine, dorme. Anne Carson ci fornisce alcuni dettagli statistici con il nitore di una litografia giapponese. Se è vero che più amiamo qualcuno, meno lo conosciamo, allora l’amata del Narratore dovrà essere il personaggio più ineffabile della letteratura