Per capire come una pianificazione può fallire, dovremmo esplorare le vulnerabilità di tre elementi: database di lavoro, operazioni mentali e strutture di conoscenze apprese
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Il potere del sapere
In molte scuole e università gli studi umanistici vengono trascurati. Ma per diventare dei bravi cittadini bisogna imparare a pensare in modo critico e a mettersi nei panni degli altri.
In The Mood for Love, vent’anni dopo
La fioritura del perverso
Anche il Céline brutto, sporco e cattivo va pubblicato Il resto sono bagatelle
Il saggio di Vandromme sul più maledetto autore del '900 non censura gli scritti antisemiti
Il totem della sofferenza
Il linguaggio del sintomo
Paura, compagna di vita fraudolenta
A suo modo è una passione
«Solo il conflitto proteggerà i lavoratori»
Lidia Undiemi, consulente nelle vertenze: i sindacati e la sinistra tornino a combattere, l’ultima spiaggia sono i tribunali
Roth contro Roth Sono chi non fingo di essere
La monumentale biografia che Blake Bailey ha dedicato allo scrittore di Newark, bloccata subito dopo l’uscita dall’editore americano ha già ha scatenato un’ondata polemica, e diviso i commentatori, su misoginia e antisemitismo
Mia Farrow Vi racconto il mio caro amico Philip Roth
Lo scrittore è morto il 22 maggio 2018, dopo avere salutato l’attrice un’ultima volta al telefono, poche ore prima, e averle detto che non c’era nulla da temere. Avevano fatto in tempo a festeggiare, due mesi prima, il compleanno del romanziere (restano tra i ricordi più belli le tre piccole foto in alto).
Michael Connelly «Soltanto un nero può scrivere di neri? Questo è ridicolo! Io scrivo di detective, mica lo sono»
È il più acclamato autore di thriller, inventore di eroi leggendari come Harry Bosch, Mickey Haller, Jack McEvoy. Con «la Lettura» parla dell’ossessione del politicamente corretto, dell’ossessione dell’appropriazione culturale, dell’ossessione della «cancel culture». Ricorda Philip Roth: «È un’icona». Conserva chiara la memoria del pestaggio di Rodney King e dei disordini che ne seguirono, 30 anni fa: «Non è cambiato quasi nulla». E ha un’idea precisa dell’America: «Sì, siamo razzisti»