Una cartografia oltre le cartografie tradizionali. Matteo Meschiari esplora la «territà» (più dell’«umanità») unendo letteratura, antropologia, viaggi
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Nasce dal pregiudizio la paura della chimica
Un testo divulgativo di Ruggero Rollini invita a liberarsi dalla diffidenza irrazionale per i prodotti di origine sintetica. Mai come in questo caso risulta utile distinguere, senza farsi prendere dalla mania delle sostanze cosiddette «naturali»
Il trionfo del fuoco
Il caldo di questi mesi ha riproposto con drammaticità la riflessione sui cambiamenti climatici e sulle responsabilità del genere umano.
Alla fine della storia
Esiste una — ormai ricca — narrativa del collasso: da Ballard a Ghosh, da Vander Meer ad Arpaia molti romanzieri hanno esplorato, dati scientifici alla mano, i rischi dell’Antropocene. L’antropologo Matteo Meschiari ha seguito i loro itinerari, fino a ipotizzare un «grande romanzo diffuso»
L’ errore di tornare al mondo di prima
Dovremmo ricordare che l'economia sta dentro l'ecologia. E quello del PIL e un regno piuttosto assurdo: ci servono indicatori fisici ma anche sociali.
Dell’eterna plastica possiamo fare a meno
La scienziata francese Nathalie Gontard contesta la nuova direttiva europea Sup che bandisce i prodotti monouso: «Un errore non consentire i materiali biodegradabili». Ma dalla pandemia coglie segnali incoraggianti
I conflitti delle materie prime
Gli equilibri geopolitici dipendono da quello che si nasconde nel sottosuolo o i mari. Senza dimenticare però il peso della demografia e delle condizioni di vita
Diversamente strani i pianeti non hanno sosia. Il cielo sopra di noi
Erik Asphaug illustra la misteriosa varietà dei corpi all’interno e all’esterno del Sistema solare. E anche la nostra Luna conserva molti segreti
Ferro e velocità: il mondo piccolo
Umanità in treno. Le rotaie hanno ridotto gli spazi e ridefinito società, ecologia, letteratura. Ricorda Sophie Dubois-Collet, persino alla guerra
E la peste nera smentì i dogmi di Ippocrate
Nel Trecento il diffondersi del contagio mandò in crisi la medicina dell’epoca. Il morbo veniva attribuito a un’eccedenza di umori e curato con salassi che peggioravano la situazione. Parla lo studioso tedesco Klaus Bergdolt